Guarisce il coordinatore infermieristico del 118

L’annuncio dell’assessore Liris: «Augusto Castellani dimesso dall’ospedale» Marinangeli, primario di Rianimazione: «Manca personale: serve un piano»
L’AQUILA. Storie di guarigioni. A poche ore dalla Pasqua, l’annuncio delle dimissioni dall’ospedale di Augusto Castellani, diffuso dal medico e assessore regionale Guido Quintino Liris, è un sollievo per i familiari, per gli amici di Monticchio e un’iniezione di fiducia per chi sta ancora lottando.
LA STORIA. E così, la storia di Augusto, «colonna portante del 118, coordinatore infermieristico» diventa di dominio pubblico. Su Facebook il racconto di Liris. «All’inizio dell’emergenza Augusto mi chiama, mi chiede di essere coinvolto nella cabina di regia regionale, mi dice: “Devo andare tra poco in pensione, vorrei chiudere alla grande la mia quarantennale esperienza al 118”. Dopo qualche giorno, Augusto diventa positivo al Covid-19. Paura e apprensione per tutto il 118 e tutto il San Salvatore anche perché tutti conoscono il grande attivismo e la grande empatia sociale di Augusto. Dopo alcuni riscontri scopriamo che non ci sono stati contagi all’interno del 118, una bella notizia. Intanto Augusto sta a casa, monitorato. Di lì a poco», prosegue Liris, «peggiorano le sue condizioni. Franco (Marinangeli, ndr) mi chiama: “È peggiorato”. Viene ricoverato, portato al G8, in terapia sub-intensiva. “Franco, aggiornami passo passo”. “Guido, Augusto... lo tiriamo fuori...mi sento di farti questa promessa”. Sono passati tanti giorni, la vita è andata avanti nella sua nuova quotidianità. Sabato Santo, di una Pasqua anomala, Augusto è stato dimesso, commosso, felice...Un riferimento alla sua famiglia, con una lacrima. E poi a me: “Ti ricordi che ti dissi? Io a quel progetto non ho rinunciato”. COVID HOSPICE. Intanto, è stato insediato un covid-hospice per pazienti positivi, con patologie croniche degenerative o neoplastiche, come annunciato sul Centro dal primario di Rianimazione Franco Marinangeli. Nel G8 14 i posti di terapia intensiva, con una potenzialità di 30. «Abbiamo attivato il percorso per farci trovare pronti a curare questi pazienti, evitando che ci siano contagi e focolai negli hospice. Grazie a quest’attenzione, siamo riusciti a ridurre al minimo i contagi anche negli ospedali della provincia». Marinangeli fa il punto sui posti letto. «Il problema dei ventilatori e respiratori si sta risolvendo, ora l’emergenza nell’emergenza è formare medici e infermieri per la terapia intensiva e per reparti Covid. Mi chiedo cosa si stia facendo in tal senso e quale grande piano si stia preparando. È la carenza di personale che non permette di aprire nuovi posti e di affrontare al meglio il futuro. Un ventilatore da solo non basta, un rianimatore e personale di area critica sì. Questo il grande tema per le maxi-emergenze che ci troveremo ad affrontare. Questo ci dovrebbe insegnare a evitare che si brucino soldi per i prossimi 10 anni senza investire dove serve, per poi ritrovarsi in un’emergenza peggiore. Non ci si può più permettere d’improvvisare».
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