Guccini: l’Abruzzo è come la mia terra

17 Dicembre 2016

Il cantautore emiliano si racconta: sono fiero della mia attività di scrittore Oggi vincono i talent show e internet ha ucciso il mercato discografico

AVEZZANO. L’Abruzzo come la sua Emilia, «con il Gran Sasso e la Maiella che mi ricordano i monti di Pàvana, nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano. E poi, ad aumentare le affinità, le castagne nei piatti dei menu nei vari ristoranti, che mi fanno pensare ai castagneti della mia terra». Parole pronunciate in cattedrale, in occasione della seconda serata del Concerto di Natale, dal cantautore Francesco Guccini, che in mattinata noi ragazzi del Liceo Classico “Alessandro Torlonia” abbiamo incontrato, desiderosi di conoscere da vicino uno dei più grandi rappresentanti della musica italiana.

Una sua celebre frase, tratta dalla canzone “L’Avvelenata”, è “Se io avessi previsto tutto questo”. Bene, se lei avesse previsto tutto questo, avrebbe intrapreso altre strade nella sua vita?

«È una canzone che nasce in un momento particolare. Non rimpiango nulla della mia vita, è stato tutto casuale e non ho mai pensato “da grande farò questo”. Sin da bambino avrei voluto scrivere, ma il mio primo libro è stato pubblicato solo perché la mia carriera di cantautore era già avviata. Quello che posso dire, guardando al passato, è che “farei lo stesso”».

Lei ha lavorato per un periodo come cronista per la Gazzetta dell’Emilia; come ricorda quest’esperienza e perché poi ha preso una direzione diversa?

«Quest’esperienza mi ha aiutato a formarmi come scrittore. Ho avuto l’opportunità di stringere legami di amicizia con i miei colleghi di redazione, condividendo con loro momenti di svago indimenticabili. Ho deciso di prendere una direzione diversa, perché mi pagavano poco (ride ndr) e inoltre, ai miei tempi, c’era un grande senso morale, quindi condividevo lo stipendio con la mia famiglia. Poi ho fatto altro».

In un’epoca dominata dai talent show, crede che potrebbe nascere discograficamente un nuovo Guccini?

«L’ambiente discografico è cambiato radicalmente. Ad esempio prima c’erano molte più case discografiche, che credevano di più nei loro artisti e miravano a portarli avanti. Oggi, la maggior parte dei ragazzi che partecipa ai talent show, studia la musica, noi eravamo dei semplici dilettanti, anche se più esperti. Ricordo poi che ai miei tempi si compravano molti più di dischi, rispetto ad oggi a causa dell’avvento di internet».

Come ha accolto la notizia della recente morte di Fidel Castro e quale opinione aveva di lui?

«Fidel Castro è stata una figura molto controversa. Non c’era nel suo regime quella libertà alla quale siamo abituati e nella quale io mi rivedo. Tuttavia se prima del Leader Maximo il popolo era povero ed affamato, lui lo ha reso solamente povero».

Lei è stato un grande cantautore, adesso è uno scrittore, quale delle due strade pensa le appartenga di più?

«Ho scritto un racconto: “La Cena”, nel quale narro una storia realmente accaduta, che è stata poi inserita in un volume del Meridiano Mondadori, affiancando il mio nome a quelli di grandi autori della letteratura. Lo ammetto, sono un po’ snob, ma tengo di più a quell’unico piccolo successo che al mio intero repertorio musicale».

Nei confronti della religione qual è la sua posizione spirituale?

«Io sono un agnostico e si può pensare che questa sia quasi una posizione di comodo, ma in realtà deriva dal fatto che noi siamo poveri, piccoli esseri umani che vivono in un dubbio costante. In una canzone, infatti, dico “corriamo in una direzione, ma quale sia non possiamo mai saperlo”, l’unica soluzione è farci delle domande, continuamente, domande alle quali sappiamo non ci sarà risposta, ma l’importante è interrogarsi costantemente».

Guccini si congeda affermando che «la canzone non è poesia, ma è comunque l’unica che può ambire alla stessa nobiltà», e cita il nobel a Bob Dylan, «le due infatti, viaggiano su due rette parallele, pur conservando lo stesso valore».

Chiara Mezzoni, Maria Pelliccione, Michela Maiolini, Antonio Santucci, Edoardo Pandolfi, Ludovica Franchi, Mariangela Palumbo, Ermanno Piccone,

Angela Venditti, Eleonora Tomassetti,

Cecilia Orlandi

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