Guerra dei dazi Usa-Cina E si teme per LFoundry

L’azienda: «Stessi livelli occupazionali, ma per 18 mesi orario di lavoro ridotto» Lolli, presidente vicario della Regione: «Pronti a monitorare la situazione»
AVEZZANO. La guerra dei dazi del presidente Usa, Donald Trump, alla Cina. Un saliscendi continuo sui mercati internazionali. Nuovi sistemi da installare a cinque anni dal distacco da Micron. Tutto ciò fa soffiare venti turbolenti sullo stabilimento LFoundry di Avezzano – dal 2016 il 70% di quote è in mano ai cinesi di Smic – e fa prospettare mesi non facili. L’azienda più grande della provincia, con i suoi 1.500 dipendenti, produce sensori d’immagine per le più svariate applicazioni.
I problemi vociferati da mesi sono venuti a galla ieri all’Aquila al termine di un vertice tra i dirigenti dello stabilimento marsicano e i rappresentanti di Regione e sindacati (Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Fismic). I vertici dello stabilimento, rappresentati dal manager Sergio Galbiati, hanno assicurato che i livelli occupazioni verranno mantenuti inalterati, ma alla luce della perdita di bilancio registrata nel 2017 e di un aggravamento nel 2018, c’è bisogno di un periodo di transizione per gestire i costi aziendali: per 18 mesi si rende necessaria una riduzione dell’orario di lavoro. Non è stato chiarito se ci sarà il ricorso ad ammortizzatori sociali. «Sulla base dei risultati degli scorsi due anni con Smic e dei notevoli cambiamenti di carattere strategico nel frattempo intervenuti al suo interno», dichiara Fabrizio Famà, vicepresidente Risorse umane, «stiamo attivamente elaborando un piano complementare che consenta comunque di rilanciare nel medio-lungo termine la competitività dell’azienda e tornare, quindi, a offrire crescita e sviluppo sul territorio». Ma c'è di più. Il periodo di utilizzo dei software di Micron, come da accordo stipulato, è terminato e ora LFoundry deve installare nuovi sistemi, sospendendo delle attività produttive da inizio dicembre a marzo 2019. «Abbiamo fatto una valutazione generale», commenta il presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, «ci sono delle difficoltà legate al cambio di software e alle commesse sui mercati internazionali. L’azienda sta andando avanti, ci sono sempre i margini per crescere, monitoreremo la situazione». I sindacati non si sbilanciano. «La direzione aziendale ha prospettato un periodo impegnativo dal punto di vista delle attività in stabilimento», evidenziano i sindacati, «nel corso di un altro incontro di venerdì in Regione verranno esplorati i possibili percorsi di gestione della delicata fase che si prospetta».
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