Guerra, nazione, Whatsapp i temi dei giovani aquilani

Sveglia all’alba e tensione smaltita a fatica, così i ragazzi raccontano il loro esame Allo Scientifico prevale l’attesa per il test di matematica. L’Itis omaggia Portoghesi
L’AQUILA. L’appuntamento è per le 8 di mattina. Dentro gli zaini, più pesanti del solito, c’è il vocabolario, strumento che rischia di essere soppiantato da cellulari, tablet e intelligenza artificiale. Alle 8,30 si dev’essere in classe, è il primo giorno degli esami di maturità 2023. Mentre i ragazzi si affollano davanti agli ingressi, in una stanza la commissione si posiziona davanti al computer per scaricare le tracce su cui ogni candidato dovrà cimentarsi. In Abruzzo, vedranno impegnati 10.622 studenti di 587 classi quinte, di cui 2.297 studenti in provincia dell’Aquila. E, ancora una volta, i pronostici della vigilia si sono dimostrati “fake news”. Quasimodo, Montale, Piero Angela, Oriana Fallaci, “L’elogio dell’attesa nell’era di Whatsapp”. C’è, tra le polemiche, anche la lettera aperta inviata nel 2021 da una parte del mondo accademico all’ex ministro Patrizio Bianchi, lettera in cui si chiedeva di reintrodurre le prove scritte alla maturità. «Più o meno quello che ci aspettavamo», raccontano Michela Lentini e Isabella Castellani del Liceo Classico, «una traccia sulla guerra, una sulla nazione. Certamente non ci aspettavamo Moravia e Quasimodo». Aurora Schiavone e Arianna Sebastiani del quinto C del Liceo Classico, appaiono sicure dei loro argomenti. «Anche se non ce le aspettavamo, dobbiamo ammettere che le abbiamo trovate belle». Hanno scelto il tema su Whatsapp, «e la fretta di avere tutto e subito». Matteo Prioli, quinto A Liceo Scientifico, si è invece cimentato con l’analisi del testo di Quasimodo. Dal suo punto di vista «erano tracce fattibili». Passata la prima, oggi, però, gli studenti dello Scientifico si troveranno ad affrontare la prova di matematica mentre, rispetto agli esami pre-Covid, è sparita quasi ovunque la terza prova scritta. Al Classico c’è invece il Latino. Marilisa Rampini, anche lei del quinto A del Liceo Scientifico, spera che nella prova di oggi, di matematica, non escano argomenti trattati ai tempi del Covid. Ha affrontato la lettera al ministro Bianchi impostando il compito sull’esame di maturità «come passaggio dall’adolescenza alla vita adulta». All’esterno dell’Itis c’è Selene Frattura. Il fratello Mirco («con la C, che tutti sbagliano e lui si arrabbia»), ha appena terminato la prova scritta. Selene l’esame l’ha affrontato 5 anni fa, e con lei si può azzardare un parallelo tra come si affrontava la prova solo pochi anni rispetto a come viene affrontata oggi. «In effetti, io vedevo l’esame di maturità come un vero e proprio momento di passaggio. Mi sembra che per mio fratello questa sensazione sia molto meno sentita». L’edificio dell’Itis a Colle Sapone è stato progettato negli anni ’70 da Paolo Portoghesi, architetto scomparso pochi giorni fa. È una struttura da molti considerata ancora oggi all’avanguardia per lo sfruttamento degli spazi comuni. «All’ultima riunione lo abbiamo ricordato tributandogli un applauso», racconta la dirigente scolastica Maria Chiara Marola.
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