Guerra tra vigili, il Comune nomina il legale

L’ente si affida a un avvocato esterno nel contenzioso al Tar per la designazione del comandante
SULMONA . Prosegue la battaglia legale nel corpo di polizia locale di Sulmona. Ieri il Comune ha ufficializzato che sarà l’avvocato Pietro Referza, del foro di Teramo, a difendere l’ente nel contenzioso aperto davanti al Tar per il ricorso presentato da un agente sulla legittimità della procedura seguita circa la nomina del comandante Leonardo Mercurio alla guida del corpo. Nel ricorso, citando la legge regionale 43 del 2013, si contesta il fatto che l’incarico di comando abbia superato il periodo dei sei mesi, trascorsi i quali si sarebbe dovuto procedere per concorso all’assunzione del nuovo comandante. Concorso che è già previsto nel piano assunzioni del Comune per il 2022. L’udienza davanti al Tar è fissata al prossimo 14 luglio. L’incarico affidato all’avvocato Referza è di 9.525 euro. La scelta di conferire l’incarico a un avvocato esterno sarebbe legata al lavoro che già impegna l’ufficio legale del Comune che lo stesso giorno sarà alle prese con i ricorsi presentati per la vertenza riguardante l’appalto dei lavori per il liceo classico Ovidio. Oltre al Comune si è costituito in giudizio anche lo stesso comandante Mercurio, affidandosi all’avvocato Daniele Di Bartolo, del Foro di Sulmona. L’attuale dirigente del corpo chiede ai giudici amministrativi di voler respingere il ricorso presentato dal vigile Paolo La Gatta, perché «irricevibile, inammissibile e comunque infondato per tutti i motivi di fatto e di diritto illustrati nel ricorso». Il maggiore Mercurio precisa, inoltre, che «per il mio incarico il Comune di Sulmona corrisponde un’indennità pari a 7.459 euro per 13 mensilità. Mentre il costo di un dirigente, qualora fosse stato assunto, sarebbe stato di circa 135mila euro lordi, 80mila in più rispetto all’impegno economico che l’amministrazione ha assunto con la mia nomina». Insomma, la battaglia interna al corpo di polizia locale tra il comandante e parte del personale non si ferma e toccherà ora al tribunale amministrativi stabilire di chi sia la ragione. (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

