Hi-Tech Elettronica, lavoratori in sciopero

12 Novembre 2021

Oggi il presidio davanti all’azienda per protestare contro i 10 esuberi annunciati dalla proprietà

L’AQUILA. Due ore di sciopero e presidio davanti alla sede dell’azienda, a Pile, a partire dalle 10. I 42 lavoratori della Hi-Tech Elettronica manifestano oggi contro gli annunciati 10 esuberi, in concomitanza con la riunione del tavolo regionale che sta seguendo la vertenza. La protesta è stata decisa dopo un’assemblea del personale e in seguito all’ultimo incontro a Pescara, nella sede della Regione, durante il quale non è stato raggiunto un accordo tra la proprietà e i sindacati. Si trattava della prima riunione, dopo la conclusione il 14 ottobre della cosiddetta fase amministrativa, relativa alla procedura di riduzione del personale aperta dall’azienda lo scorso 30 agosto. «Nella riunione», spiegano Giampaolo Biondi della Fim, Elvira Simona De Sanctis della Fiom e Clara Ciuca della Uilm, «l’unica proposta emersa è stata quella che l’azienda sarebbe disponibile a sottoscrivere con i sindacati un accordo per la risoluzione con un incentivo di poche migliaia di euro. Proposta che non ha trovato la disponibilità delle organizzazioni sindacali. Congiuntamente alle rsu, abbiamo fortemente chiesto e continuiamo a chiedere di utilizzare le ulteriori settimane di cassa integrazione (33 per l’esattezza) ancora a disposizione per l’azienda, per scongiurare i licenziamenti ed avere il tempo per individuare possibili soluzioni anche insieme Regione e Anpal». Secondo i sindacati, le soluzioni potrebbero passare anche attraverso una specifica formazione, utilizzando il nuovo strumento di politica attiva, denominato Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol), che può contare su 4,9 miliardi complessivi nel quinquennio 2021-25.
«Il testo dello strumento», sottolineano Fim, Fiom e UIlm, «evidenzia che potranno beneficiarne i lavoratori in Cassa integrazione (nella bozza di riforma degli ammortizzatori si citano espressamente gli addetti in Cigs per prospettata cessazione). Non possiamo pensare», concludono i sindacati, «che lavoratori altamente qualificati e un’azienda che è un fiore all’occhiello del settore, si debbano ritrovare in un processo di licenziamento, specie in questo momento di forti investimenti nel settore spazio, strategico a livello nazionale e nel quale anche la Regione ha investito, attraverso la Space Economy». (r.s.)
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