«Ho riconosciuto tre bulli, ecco i nomi»

29 Giugno 2023

Il racconto del 17enne vittima dell’aggressione, strane telefonate mentre era dai carabinieri per presentare la denuncia

AVEZZANO. Scatta un’inchiesta dopo lìennesima spedizione punitiva da parte della solita baby gang che da mesi terrorizza i giovani del centro di Avezzano (già gravata da Daspo emesso dal questore). L’ultima vittima dei bulli ha riconosciuto tre dei cinque aggressori. Gli investigatori stanno visionando le immagini della videosorveglianza per cercare di identificare tutti i componenti della banda. Intanto, tra i genitori cresce l’allarme sociale per la presenza in centro città di questo gruppo di ragazzini violenti che provoca, insulta e aggredisce per puro divertimento. «Appena sono arrivato a casa, ho vomitato a causa dello spavento», ha raccontato la giovane vittima ai carabinieri, «era mezzanotte e mezza e mi trovavo fuori da un locale di via Cataldi insieme a due amici e alla mia fidanzata. Stavamo chiacchierando tra di noi quando si è avvicinato un ragazzo. Ha cercato di abbracciarmi perché voleva un paio di occhiali da sole che avevo sulla testa. Ho respinto gli abbracci e anche la sua richiesta di consegnargli i miei occhiali. Dopo un quarto d’ora», prosegue il 17enne nel suo racconto, «sono arrivati altri tre ragazzi i quali mi accusavano di aver trattato male il loro amico». Il giovane viene accerchiato e insultato. «Vista la situazione ho cercato di allontanarmi per evitare la discussione, ma mentre me ne andavo uno di loro mi ha preso alle spalle tirandomi uno schiaffo dietro al collo. Temendo per la mia incolumità, ho iniziato a correre nel tentativo di evitare l’aggressione, ma tre di loro hanno iniziato a inseguirmi. Sono riuscito a scappare, e una volta arrivato a casa a causa dello sforzo e dello spavento ho vomitato». Il minore e i suoi genitori si sono rivolti alla caserma dei carabinieri di Avezzano. La stessa notte il 17enne si è presentato anche al pronto soccorso dell’ospedale dove è stato medicato e dimesso con una prognosi di 5 giorni per contusioni alla spalla e alla testa. Ma c’è di più, mentre era in caserma a sporgere denuncia, il ragazzino è stato raggiunto da numerose chiamate sul suo cellulare da parte di alcuni componenti della banda che, con ogni probabilità, cercavano di intimidirlo per evitare l’ennesima denuncia. «Mentre ero in caserma sono stato chiamato cinque volte, da due numeri diversi, a cui non ho risposto. Presumo che appartengano ai miei aggressori», sospetta il giovane. Tutto messo a verbale. L’aggressione si è verificata la notte tra sabato 17 e domenica 18 giugno. Il ragazzino ha sporto denuncia lunedì mattina. Nel pomeriggio del 19 giugno è stato costretto a rifugiarsi all’interno di un’attività commerciale di via Cataldi per sfuggire di nuovo a un membro della banda che ha desistito solo all’arrivo di una macchina dei carabinieri.
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