Hotel chiusi, persi 200 letti Difficile accogliere i turisti
Si punta a valorizzare le ricchezze archeologiche, ma resta il problema ricettività Il Comune: «Possibili sgravi a chi investe». Un albergatore: «Avanti con difficoltà»
AVEZZANO. L’Emissario di Claudio – lo dimostra il rilevamento fatto dalla Camera di Commercio – può richiamare ogni anno nella Marsica centinaia di migliaia di turisti e di studiosi da tutto il mondo. Si è in presenza infatti di un’opera romana, che per il tempo in cui fu realizzata, costituiva un miracolo di ingegneria idraulica. Un afflusso così importante di turisti contribuirebbe a risollevare le sorti di un’economia locale stremata dalla perdita di posti di lavoro, soprattutto nel settore industriale. Perché ciò avvenga occorre però che gli ospiti, una volta visitato i Cunicoli, non vadano via subito. Da qui la necessità di inserire l’Emissario in un circuito turistico che consenta loro di ammirare le bellezze naturali e l'immenso patrimonio storico, artistico e monumentale della Marsica e di disporre di adeguate strutture ricettive. Gli itinerari turistici elaborati dalla Confcommercio e il cosiddetto “Anello del Lago”, cui sta lavorando il Gal Terre Aquilane, potrebbe rispondere alla prima esigenza. Quello della ricettività, invece, è un problema che va affrontato. Il coinvolgimento dei privati in questo caso è fondamentale. Ad Avezzano negli ultimi anni hanno chiuso tre grossi alberghi: “Principe”, “Italia” e “Dei Marsi”, con una perdita complessiva di 200 posti letto. Le strutture rimaste, tra piccoli alberghi, B&B, un agriturismo e un recidence, assicurano poco più di 300 posti letto. Saranno sufficienti a ospitare i turisti che potrebbero arrivare con la valorizzazione del Parco archeologico di Claudio? C’è da dubitarne. «L’unica cosa che il Comune può fare», assicura il sindaco Gianni Di Pangrazio,«è prevedere nel bilancio, che a giorni verrà approvato, degli sgravi fiscali per gli imprenditori che intendono investire nel settore ricettivo».
«Al momento non è facile andare avanti», ammette Alessandro Seritti, titolare del “Velino”, uno degli albeghi sopravvissuti, «si lavora solo i primi 4 giorni della settimana. I clienti sono rappresentanti di commercio o persone di fuori che lavorano ad Avezzano e che il venerdì tornano a casa. Per l’Emissario di Claudio c’è grande interesse: per il rilancio del turismo potrebbe essere fondamentale. Andrebbe anche riaperta l’Aia dei Musei, in via Nuova». La struttura si compone di due sezioni: “Le parole della pietra” e “Il filo dell’acqua”. La prima ospita lapidi ed epigrafi di epoca romana, stele funerarie, statue, portali di chiese distrutte dal terremoto del 1915. La seconda una mostra permanente sul prosciugamento del Fucino. La gestione nel 2012 venne affidata dal Comune all’associazione Antiqua, presieduta da Flavia De Sanctis. Nel 2014 la convenzione però non venne rinnovata. Con risultato che è rimasta chiusa.
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