I 18 anni di Casapound il 25 aprile. Il Pd: «Provocazione»
L’AQUILA. Monta la polemica dopo l’annuncio di Casapound L’Aquila di una cerimonia di celebrazione per i diciotto anni dell’avamposto militante di Piazza Fontesecco per il prossimo 25 aprile. Lo...
L’AQUILA. Monta la polemica dopo l’annuncio di Casapound L’Aquila di una cerimonia di celebrazione per i diciotto anni dell’avamposto militante di Piazza Fontesecco per il prossimo 25 aprile. Lo scontro si è acceso con il comunicato diffuso dal Partito democratico: «Se non si trattasse del tentativo di “macchiare” il 25 aprile, la provocazione di Casapound L’Aquila andrebbe derubricata all’ennesimo tentativo di testimonianza in vita di un gruppo politico sconfitto dalla storia oltre che nelle varie elezioni politiche, costretto a darsi diversi nomi e a sottostare, oggi, all’amico sindaco che, per candidarsi, non si era fatto scrupoli a scaricarli platealmente dopo attiva militanza». «Era il 18 aprile 2005», ha spiegato il responsabile di Casapound Stefano Vecchioli, «quando, con l’apertura della relativa sede, si costituiva “Base Militante Piazza Fontesecco”, che avrebbe aderito tre anni dopo alla neonata associazione CasaPound Italia, la quale si proponeva di diffondere e replicare in tutto lo stivale l’esperienza già collaudata a Roma nell’ambito del circuito delle occupazioni non conformi. Da allora e fino ad oggi la nostra comunità ha costituito un punto di riferimento imprescindibile nella vita cittadina, rappresentando una realtà unica fatta di politica, cultura, azione, impegno sociale e militanza». Dura la replica del Pd: «Le aggressioni di matrice fascista avvenute in Italia sono state più di 200; di queste, più di 80 sono riconducibili proprio ad esponenti del loro movimento. Dal 2014 ad oggi, gruppi di estrema destra si sono resi responsabili di ben 28 attentati, per lo più di natura incendiaria, con utilizzo di bombe carta e molotov».
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