I carabinieri vanno via, il paese si mobilita

7 Giugno 2014

COCULLO. Fioccano le richieste d’impianti di allarme da parte dei proprietari di case a Cocullo. Il fenomeno è scattato dopo l’annuncio della chiusura della caserma dei carabinieri. Antenne e sirene...

COCULLO. Fioccano le richieste d’impianti di allarme da parte dei proprietari di case a Cocullo. Il fenomeno è scattato dopo l’annuncio della chiusura della caserma dei carabinieri. Antenne e sirene spuntano come funghi sulle facciate delle case delle strade del paese.

Una richiesta che solo negli ultimi giorni ha interessato almeno quattro famiglie. Intanto tecnici di società private specializzate in sicurezza sono al lavoro per fare altri preventivi e dare risposte a molte delle 150 famiglie del centro della Valle del Sagittario. Persone preoccupate per la paventata chiusura della caserma dei carabinieri che, unica in Abruzzo, è finita sotto la scure del piano di riordino nazionale messo in atto dai vertici dell’Arma. Iniziativa nata probabilmente per potenziare altri stazioni dei carabinieri della zona. Intanto nel centro della Valle del Sagittario, oltre al «fai da te» dei residenti, cresce anche la preoccupazione. Non a caso è stato convocato a mercoledì prossimo il consiglio comunale straordinario. Quest’ultimo dovrà esprimersi proprio sulle azioni da mettere in cantiere per dire no al trasferimento dei militari e alla definitiva chiusura dalla caserma. Tra le opzioni sul tavolo della giunta guidata dal sindaco Nicola Risio, potrebbe esserci anche l’azzeramento del canone d’affitto che l’Arma paga per mantenere i suoi uomini nella struttura di via Aralizza. Una mossa già sperimentata nel 2007 quando la chiusura della caserma venne scongiurata grazie a una raccolta di firme e al dimezzamento dell’affitto. Ora però il presidio che controlla anche la linea ferroviaria Roma-Pescara, l’autostrada A/25 e il valico di collegamento con la Marsica, è finito nuovamente sotto la scure dei tagli.

Federico Cifani

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