I centri commerciali dividono la destra

Bocciata la delibera per Pettino dell’assessore leghista Ferella, rinvio su Centi Colella. Sindaco assente. Sit-in dei cittadini
L’AQUILA. La maggioranza di centrodestra va di nuovo sotto in consiglio comunale e questa volta è una spaccatura che fa rumore, sia per come matura sia perché avviene su un ordine del giorno – la costruzione di due nuovi centri commerciali – legato alla programmazione territoriale e, dunque, ai futuri assetti urbanistici della città.
LA SEDUTA. Nella seduta di ieri, svoltasi ancora una volta su piattaforma virtuale, il consiglio era chiamato a votare, per l’approvazione definitiva, su due delibere, entrambe riguardanti due variazioni di destinazione d’uso per la realizzazione di due nuovi centri commerciali: uno da 3.300 mq (2.500 destinati a negozi, 600 a servizi di vicinato e 200 a bar) in località Centi Colella, accanto al centro di smistamento delle Poste; un altro da 6.500 mq (ma l’area interessata si estende su una superficie complessiva di 18 mila metri) a Pettino, tra la strada statale 80, via Solaria e via Caduti sul Lavoro. Il voto su Centi Colella è stato rinviato al prossimo consiglio perché il capogruppo dell’Udc (partito di maggioranza) Luciano Bontempo, spalleggiato dal consigliere d’opposizione Angelo Mancini, ha posto una pregiudiziale a seguito della presentazione in zona Cesarini di un emendamento firmato dal capogruppo della Lega Francesco De Santis, che proponeva di trasformare il progetto da parco commerciale a media struttura di vendita, con una riduzione dei metri quadrati destinati ai negozi di vicinato e l’ampliamento della parte destinata a magazzino. La richiesta di rinvio della discussione ha trovato il voto favorevole – oltre che di alcune forze di opposizione, ma non tutte – dei gruppi consiliari di Forza Italia e dell’Udc, con Fratelli d’Italia e L’Aquila futura che si sono astenute e la Lega che ha votato no. La maggioranza è implosa definitivamente, però, sul progetto del nuovo centro commerciale di Pettino. Il provvedimento è stato bocciato col voto contrario, oltre che dell’opposizione, anche di Fratelli d'Italia (il partito di Biondi, che non ha partecipato ai lavori) e del capogruppo del Misto Roberto Jr Silveri. Forza Italia ha abbandonato l’aula, a eccezione del presidente del consiglio comunale Roberto Tinari, che comunque ha votato no. I consiglieri dell’Aquila futura si sono astenuti. A difendere la delibera è stata solo la Lega. Alla fine i voti contrari sono stati 19 (Albano, Bontempo, Cimoroni, Colantoni, Colonna, Lelio De Santis, Del Beato, Della Pelle, Lancia, Mancini, Masciocco, Nardantonio, Palumbo, Romano, Scimia, Serpetti, Silveri, Tinari e Vicini), quelli favorevoli 4 (Cucchiarella, De Blasis, Francesco De Santis e Di Luzio) mentre gli astenuti 3 (Santangelo, Rocci e D’Angelo).
LE REAZIONI. «Ogni qual volta il centrodestra litiga a livello regionale, i regolamenti di conti avvengono in consiglio e i problemi e le tensioni si scaricano sugli aquilani», afferma il capogruppo di Articolo 1 Giustino Masciocco, alludendo alle frizioni in corso tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, dovute al diritto di prelazione avanzato dal Carroccio per bocca di Salvini durante la sua visita all’Aquila di qualche giorno fa sulla scelta dei candidati sindaco a Chieti e ad Avezzano. «Esiste ancora una maggioranza in consiglio comunale all’Aquila?», si chiedono i capigruppo di opposizione, che attaccano: «Con la sua assenza, Biondi ha scaricato l’assessore all’Urbanistica Ferella. La bocciatura da parte di Fratelli d’Italia esige che venga posta la parola fine a questo indecente balletto proprio dal sindaco, che per coerenza dovrebbe ritirare le deleghe all’assessore».
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