I commercianti: in città è emergenza accattonaggio

14 Settembre 2014

AVEZZANO. Vendono calzini nel parcheggio dell’ospedale, fanno la spola tra i bar del centro e spesso sono all’uscita delle chiese o delle farmacie, con cartelli nei quali parlano della loro presunta...

AVEZZANO. Vendono calzini nel parcheggio dell’ospedale, fanno la spola tra i bar del centro e spesso sono all’uscita delle chiese o delle farmacie, con cartelli nei quali parlano della loro presunta storia familiare. Il fenomeno dell’accattonaggio ad Avezzano è in crescita.

Gruppi di nomadi, spesso con bambini, si aggirano da nord a sud della città, in cerca di qualche euro. Il problema era stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica qualche tempo fa e ora è stato rilanciato dai commercianti, esasperati dell’andirivieni nei negozi. Spesso, infatti, i proprietari delle attività commerciali si vedono costretti a intervenire e invitare queste persone a uscire fuori dai bar o dai negozi.

«Siamo pronti ad avviare una raccolta di firme per sollecitare le istituzioni a intervenire sul fenomeno accattonaggio che si ripresenta puntuale ogni fine settimana, davanti alle attività commerciali, dai supermercati alle farmacie, alle chiese e davanti alle case di cura», ha evidenziato Roberto Donatelli, presidente della Confcommercio, «è un susseguirsi di segnalazioni di esercenti e cittadini che  tutti i giorni si sentono accerchiati da nomadi e da altri personaggi che, come da copione, si avvicinano con insistenza soprattutto a chi si accinge a tirare fuori il portafoglio per fare la spesa». All’uscita dei supermercati spesso si trovano le mamme con i bambini sporchi che chiedono i soldi, mentre poco più avanti ci sono giovani che vogliono aiutare casalinghe e anziani con le buste della spesa in cambio di qualche euro. Una situazione, ormai, diventata sempre più pensante tanto da spingere i commercianti a scendere in campo.

«Non si può immaginare la portata del danno provocato dai tanti che chiedono l’elemosina e che continuamente infastidiscono anche i clienti che, spesso escono dai negozi se entra un questuante», ha concluso Donatelli, «la cosa che fa maggiormente rabbia è la presenza di bambini che si avvicinano ai tavolini dei bar e insistentemente chiedono soldi. Bimbi sicuramente sfruttati. I commercianti fanno appello alle forze dell’ordine affinchè queste situazioni spiacevoli e fastidiose abbiano fine». (e.b.)

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