I commercianti: «La pista ciclabile ci ha isolato dal centro»
AVEZZANO. Non si placano le polemiche sul giallo della pista ciclabile sparita in corso della Libertà. Dopo la denuncia del comitato mobilità sostenibile marsicana – che ha attribuito ai commercianti...
AVEZZANO. Non si placano le polemiche sul giallo della pista ciclabile sparita in corso della Libertà. Dopo la denuncia del comitato mobilità sostenibile marsicana – che ha attribuito ai commercianti della zona la responsabilità per la rimozione della ciclabile da parte del Comune – è arrivata la replica del Comitato dei commercianti di corso della Libertà. È la vicepresidente Giuliana Di Pasquale a lanciare la prima bordata agli ambientalisti: «Rappresentare la categoria dei commercianti di corso della Libertà come una specie di organizzazione lobbistica contraria agli interessi collettivi è sconsiderato, pretestuoso, ridicolo e inaccettabile, soprattutto se si tiene conto della oramai sparuta minoranza degli esercizi presenti sul luogo». Poi il chiarimento sulla posizione delle attività sulla presenza della pista ciclabile nella zona: «Non c’è nessuna preclusione alla mobilità sostenibile, ma se qualcosa non ha funzionato nel lungo periodo deve essere ripensato in spazi più fruibili e più confacente alla stessa mobilità e, dunque, alla collettività intera. La pista», chiosa la vicepresidente del comitato, «seppur concepita con buone intenzioni, non ha evidentemente sortito gli effetti sperati se non quello di tenere escluso il corso principale anche dagli eventi organizzati». In passato era stato acceso lo scontro sulla presenza della corsia riservata alle biciclette in una zona, un tempo considerata il salotto commerciale della città, che da anni combatte contro l’alto tasso di abbandono delle attività. «È sorprendente», aggiunge Di Pasquale, «che la mobilità sostenibile marsicana, così meticolosamente attenta alle vicende del corso, non abbia preso contezza delle scarse garanzie di sicurezza della pista ciclabile per via degli attraversamenti degli incroci, ma anche della moltitudine di serrande chiuse, il malaffare dedito allo spaccio di droga, lo stato di degrado materiale e sociale verso cui ha declinato il corso principale della città e la sua condizione di isolamento dal resto del centro cittadino anche, ma non solo, per via di una pista ciclabile discutibile nella sua collocazione». In ultimo, commercianti e residenti della zona rivolgono un appello all’amministrazione comunale per l’avvio degli annunciati lavori di restyling di corso della Libertà. Per l’intervento, l’ente ha previsto nel piano triennale delle opere pubbliche un investimento da 3,6 milioni di euro. (l.p.)
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