I commercianti nella zona rossa: «Potenziare la vigilanza in strada»

13 Aprile 2021

Il barista: «Cattiva gestione». Il ristoratore: «Noi chiusi da novembre». Il negoziante: «Scelta illogica» E i rappresentanti delle associazioni vanno dal sindaco: quale Ente provvederà ai risarcimenti?

AVEZZANO. Piazza Risorgimento è quasi deserta, così come le strade circostanti, dove stranamente non è difficile riuscire a trovare un parcheggio libero. Sono pochi quelli che si concedono un caffè al bar (rigorosamente da asporto), mentre qualche pattuglia delle forze dell’ordine controlla che non ci siano assembramenti fuori dai pochi esercizi che possono restare aperti. «Per favore non sostate davanti al bar, mettetevi distanziati sull’altro marciapiede», si legge nel cartello appeso alla vetrata del bar Madera di via Corradini, che si trova di fronte al tribunale. La sanzione minima per chi non rispetta le disposizioni anti Covid è di 400 euro. Le vetrine dei negozi di abbigliamento e calzature per adulti sono spente e lo resteranno per tutta settimana, così come quelle di parrucchieri, barbieri e centri estetici. È la fotografia di Avezzano nel primo giorno di zona rossa. Un provvedimento che ha interessato anche altri 23 comuni della Marsica.
LE REAZIONI. «Sicuramente è un periodo difficile, ma se questo serve a trovare una via di uscita dalla pandemia siamo pronti a osservare le regole con spirito di sacrificio e determinazione», dichiara Mauro Orfanelli del bar Conca D’Oro di via Garibaldi, «oramai anche i clienti si sono abituati all’asporto, in più abbiamo ridotto l’orario di lavoro chiudendo il sabato pomeriggio ed eliminando l’aperitivo proprio per evitare assembramenti. Lo sforzo, però, deve essere di tutti: commercianti, clienti e cittadini. Noi abbiamo il locale di proprietà e un’attività avviata da 60 anni, ma è ovvio che chi deve già pagare un affitto e ha aperto da poco tempo si trova in maggiori difficoltà. Col ritorno alla zona rossa si respira un’aria diversa in centro, molti lavoratori sono tornati in smart working e dunque girano poche persone e poche automobili».
«Sicuramente le attività risentiranno di questa zona rossa, ma mi sembra che non ci siano grosse alternative», aggiunge Antonio Nanni del bar Olimpia di via Corradini, «credo che la decisione sia più una questione di cattiva gestione piuttosto che colpa del comportamento dei giovani come vogliono far credere».
«Non capisco questa chiusura per il settore abbigliamento e calzature visto che siamo nel periodo del cambio stagione che non è certo paragonabile al Natale oppure ai saldi», spiega Gianluca Muliere, titolare del negozio di abbigliamento Libero di via Bagnoli, «lavoriamo con ingressi contingentati e nel rispetto del regole. Basterebbero solo maggiori controlli. Comunque, se le disposizioni sono queste ci atteniamo, sperando che si tratti solo di una settimana».
«Per la ristorazione non cambia nulla, visto che ci hanno chiuso da novembre dell’anno scorso», sottolinea Franco Franciosi del ristorante Mammaròssa, «purtroppo molti di noi hanno chiuso e molti chiuderanno visto che i ristori non sono all’altezza. Ringraziamo il governo, ma chi riuscirà a salvarsi da questa emergenza lo farà con le proprie forze. Non ci resta che sperare in una velocissima vaccinazione di massa».
ASSOCIAZIONI CATEGORIA. Chiedono maggiori controlli e ristori immediati i rappresentati delle associazioni di categoria che nel primo giorno di chiusure per la zona rossa si sono diretti in municipio per cercare soluzioni alla difficile situazione in cui versano le imprese del territorio alle prese con un anno difficile fatto di aperture e chiusure a singhiozzo. Fabrizio Bellisari (Cna), Giuliano Montaldi (Confcommercio), Maurizio Peis, (Confartigianato), Carlo Rossi e Filiberto Figliolini (Confesercenti) hanno incontrato il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, per chiedere che vengano istituiti maggiori controlli sul territorio «al fine di evitare che siano solo le imprese a pagare ancora una volta lo scotto di comportamenti non in linea con le regole».
Una richiesta che Di Pangrazio aveva già inviato al prefetto e ai comandi delle forze dell’ordine presenti sul territorio vista la crescita dei contagi in città e nella Marsica. «Il sindaco chiederà alla polizia locale di intensificare la vigilanza», spiega Carlo Rossi, «tra le ipotesi si valuta anche una discesa in campo dei volontari della Protezione civile per vigilare sul divieto di assembramenti e sull’uso della mascherina. Attività di controllo che si pensa di mettere in campo durante il weekend nella fascia oraria tra le 17 e le 19».
Questa mattina è in programma un nuovo incontro per definire ulteriori dettagli. Sul tema ristori le associazioni di categoria fanno sapere di voler bussare alla porta della Regione Abruzzo con un quesito: chi dovrà erogare i sostegni alle attività chiuse per via di una zona rossa invocata da un’ordinanza regionale?
CELANO: PROTESTA VACCINI. Chiede che i volontari vengano vaccinati il presiedente della Misericordia di Celano. «I volontari non sono ancora vaccinati per cui non si può operare in sicurezza. Ci dispiace per il servizio socio-sanitario insufficiente reso negli ultimi tempi, che molto probabilmente si protrarrà anche nel prossimo futuro», spiega amareggiato Carlo Paris, «la richiesta per la vaccinazione dei volontari è stata fatta da qualche mese e ad oggi non si è avuta alcuna risposta per cui chiediamo alla cittadinanza di comprendere la situazione attuale e di aver pazienza nella speranza che quanto prima si possa ritornare alla normalità».
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