I commercianti: stazione insicura

Torna l’allarme dopo l’ultima rissa, il Comitato chiede l’intervento di Passerotti
AVEZZANO. Scatta l’allarme sicurezza nell’area della stazione ferroviaria di Avezzano, dove gli ultimi episodi di cronaca – accoltellamento in piazza Matteotti e tentata rapina con il cacciavite su via Garibaldi – nonostante la pronta e fruttuosa reazione di carabinieri e polizia di Stato, hanno fatto scattare una comprensibile agitazione sia tra gli operatori che tra la clientela. Un quadro preoccupante per il Comitato commercianti del centro. La vice presidente, Giuliana Di Pasquale, chiama all’azione il commissario prefettizio Mauro Passerotti per rafforzare i controlli delle forze dell’ordine, almeno in questo periodo delle feste.
«È necessario garantire la serenità dei commercianti del luogo e l’incolumità dei loro clienti», afferma Di Pasquale, «che non ne possono più di continui tafferugli di gruppi di stranieri, assalti predatori, fuggi fuggi, lanci di bottiglie. Questa situazione non è più tollerabile: chiederò immediatamente un incontro col commissario prefettizio per il potenziamento dei controlli per presidiare il territorio più a rischio almeno durante le ore di maggior afflusso dei clienti, in particolare nell’arco del periodo festivo. Se la zona della stazione ferroviaria rappresenta un’emergenza, allora deve essere trattata e affrontata come tale. Punto e basta». Qui, infatti, nella zona della stazione ferroviaria, si concentrano personaggi non molto raccomandabili che, in più occasioni, si sono resi protagonisti di fatti di cronaca; un punto di arrivo, partenza e transito di migliaia di persone.
Secondo commercianti e residenti l’illuminazione è scarsa e il quadro del degrado è notevolmente peggiorato da cumuli di immondizia, bottiglie di birra e barattoli sia sul versante del piazzale Kennedy che nell’area del parcheggio vicino a piazza Matteotti.
«Grazie alla sottrazione dei numerosi posti auto a vantaggio della pista ciclabile», chiosa Di Pasquale, «i parcheggi dell’area stazione sono tra i pochi ancora fruibili. Tuttavia i cittadini devono rinunciarvi per ragionevoli motivi di sicurezza confermati dalle cronache».
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