I Comuni a caccia di fondi europei

Sottoscritto il protocollo d’intesa “Marsica strategica” tra gli enti pubblici
AVEZZANO. Più di 42 milioni dal Fondo europeo di sviluppo regionale destinati alle aree urbane, più di 39 milioni per le aree interne, 27 milioni del Fondo sociale europeo e oltre 21 milioni per il progetto Leader. Sono i fondi comunitari destinati all’Abruzzo nel quinquennio 2023-2027 di cui la Marsica cercherà di intercettare una buona fetta grazie al protocollo d’intesa, denominato “Marsica strategica”, siglato ieri mattina in comune ad Avezzano, ente capoarea, che vede coinvolti anche il Gal Marsica, la Dmc Marsica, il Patto territoriale, la Provincia dell’Aquila, l’Unione dei Comuni e le due aree interne Valle del Giovenco-Vallelonga-Valle Roveto e Piana del Cavaliere-Alto Liri.
A illustrare le nuove opportunità per i territori, in un incontro coordinato dall’assessore Loreta Ruscio, sono stati i dirigenti della Regione Carmine Cipollone ed Elena Sico. Il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) fornisce finanziamenti a organismi pubblici e privati per ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali. Fino al 2027 il fondo consentirà di investire in innovazione per le piccole e medie imprese, nella riduzione delle emissioni di CO2, sulla mobilità e il turismo sostenibile, ma anche sulla cultura, l’istruzione, l’inclusione sociale e la parità di accesso all'assistenza sanitaria. Il Fondo sociale europeo (Fse) è il principale strumento utilizzato dall’Unione europea per sostenere l’occupazione. Infine il progetto Leader riguarda lo sviluppo delle zone rurali attraverso i Gal (Gruppi di azione locale).
A pochi mesi dal naufragio della “Grande Marsica”, ieri il territorio si è unito per intercettare risorse e investimenti per il futuro. L’intesa, aperta a ulteriori partner, nasce dalla volontà di evitare sovrapposizioni e costruire una strategia unitaria per portare in zona risorse preziose per la rigenerazione degli spazi urbani, per il recupero edilizio degli edifici pubblici, per la realizzazione di parchi e spazi verdi, per i servizi sociali e l’attrattività del territorio, per l’innovazione e la competitività dei sistemi produttivi locali e poi l’attrattività territoriale, la cultura, il turismo e la transizione ecologica, senza dimenticare la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali e le opportunità previste per le aree rurali. La prima cabina di regia si è riunita subito dopo l’incontro per la presentazione del protocollo. (f.d.m.)

