I Comuni: maggiori servizi contro lo spopolamento

Luci e ombre sul provvedimento della Regione Abruzzo: incentivi e assegni di natalità Mastrogiovanni (Scanno): rischio residenze fasulle. Opi preme su sanità e sociale
SCANNO. Sì agli incentivi per ripopolare le aree montane, ma servono anche i servizi. La giunta regionale ha approvato l’elenco dei comuni abruzzesi che potranno godere dei benefici previsti dalla legge regionale 32 volta a evitare lo spopolamento e a portare nuove culle e nuove famiglie nelle comunità con meno di 3mila abitanti dove il calo demografico si è fatto sentire pesantemente negli ultimi anni. Tra i comuni che potranno usufruire di questi incentivi da concedere poi a chi si trasferisce in paese e a chi darà alla luce un figlio ci sono ben 74 comuni della provincia dellAquila su un totale di 173 dell’intero Abruzzo. «Si tratta di un incentivo e magari potrebbe funzionare, però non vorrei che faccia scattare il problema delle residenze fittizie», ha commentato il sindaco di Scanno, Giovanni Mastrogiovanni. «Bene gli incentivi, ma ci vogliono azioni più incisive per contrastare lo spopolamento e per spingere nuove famiglie a venire a vivere nei nostri comuni. Va bene il sostegno economico, ma se poi non si investe sui servizi e sulla sicurezza l’incentivo serve a poco».
La legge prevede un assegno di natalità di 2.500 euro per favorire l’incremento delle nascite e valorizzare la genitorialità nei piccoli comuni di montagna, e un contributo di 2.500 euro annui in favore delle famiglie con Isee non superiore ai 25mila euro.
«I nostri comuni hanno l’esigenza di avere più residenti», ha spiegato il sindaco di Opi, Antonio Di Santo, che è anche presidente della Comunità del Parco. «Gli incentivi vanno sicuramente bene, tanto più che chi arriva nei nostri paesi ha la possibilità di vivere in una realtà dove c’è un grande senso di comunità. Va detto, però, che sarebbe auspicabile da parte della Regione anche un innalzamento del livello dei servizi essenziali: sanità, sociale, collegamenti».
Per Silvano Di Pirro, segretario provinciale di Rifondazione comunista, «la piaga dello spopolamento dei piccoli paesi delle aree interne non si combatte solo con queste misure che, seppur concrete e utili alle famiglie, sono insufficienti. Fiscalità di vantaggio, viabilità, opportunità di lavoro duraturo e ripristino dei servizi essenziali potrebbero contribuire ad arrestare lo spopolamento».
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