I conservatori europei insieme contro calamità e spopolamento

Intesa firmata in città da amministratori locali dei partiti del gruppo Ecr arrivati da tutto il continente Marsilio: «L’Abruzzo torna centrale, l’accordo promuove la cooperazione e lo scambio di esperienze»
L’AQUILA. È nata ieri la Dichiarazione dell’Aquila. A firmarla, gli amministratori locali dei partiti conservatori provenienti da tutta Europa, afferenti al gruppo Ecr. Tutti ospiti del presidente della Regione Marco Marsilio. «Sono molto orgoglioso di aver restituito all’Aquila e all’Abruzzo una centralità nelle politiche europee», ha detto Marsilio a margine dell’incontro aquilano con «decine e decine di ospiti che governano regioni, province e città in tutta Europa».
Spiega il presidente della Regione Abruzzo: «Abbiamo voluto sottoscrivere questo accordo per promuovere una cooperazione tra realtà diverse che sono governate da tutti i partiti e gruppi appartenenti alla grande famiglia della politica europea dei conservatori e riformisti, che ho l’onore di presiedere nel comitato europeo delle Regioni». Quindi ancora: «Intendiamo scambiare tra di noi esperienze, migliori pratiche, ognuna con le sue specialità, in modo tale da conoscerle a fondo e integrarle. L’obiettivo è metterle a fattor comune per migliorare il livello dei servizi e delle politiche offerti ai cittadini sui propri territori ma anche creare una rete di relazione per rispondere a bandi Ue in maniera più efficace, più forte e coordinata. Credo che sia un’occasione di scambio, di crescita e di sviluppo fondamentale». Conclude Marsilio: «Ringrazio il gruppo dei conservatori europei che ha accettato la mia richiesta di venire all’Aquila concentrandoci su due temi fondamentali su cui l’Europa fino ad oggi ha dato poche risposte: calamità naturali e spopolamento delle aree interne».
Con la Dichiarazione dell’Aquila, gli amministratori conservatori assumono quattro impegni: migliorare la conoscenza delle regioni e dei territori rappresentati da altri membri Ecr; far circolare provvedimenti amministrativi redatti da singole autorità locali e regionali per poterli replicare; sviluppare accordi bilaterali; assistersi a vicenda in crisi come disastri naturali, emergenze sanitarie o aumento della pressione migratoria.(cr.aq)
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