I contagi da virus accendono la sfida politica di Celano

CELANO. A Celano il dibattito pre-elettorale di questi giorni è monopolizzato dal coronavirus, dopo i casi registrati in città e la conseguente corsa al tampone. Così su questo tema si sfidano il...
CELANO. A Celano il dibattito pre-elettorale di questi giorni è monopolizzato dal coronavirus, dopo i casi registrati in città e la conseguente corsa al tampone. Così su questo tema si sfidano il sindaco uscente Settimio Santilli e la compagine capeggiata da Gesualdo Ranalletta. La lista di Ranalletta ha annunciato, nei giorni scorsi, che sottoporrà tutti i componenti a tampone, dopo che il familiare di un candidato è risultato positivo. E ora il candidato a sindaco ha scritto anche una nota al prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, in cui esprime preoccupazione per la situazione epidemiologica legata alla diffusione del coronavirus, chiedendo maggiori controlli.
I contagi a Celano sarebbero infatti partiti da due giovani risultati positivi dopo il ritorno dalla Sardegna, ma sottoposti a tampone solo dopo aver avuto contatti in città e aver partecipato alla festa patronale.
«Si sta registrando un preoccupante aumento di nuovi casi positivi», evidenzia Ranalletta nella lettera, «alla luce di tali eventi che stanno creando preoccupazione alla popolazione celanese, chiede di vigilare con la massima attenzione sull’evoluzione del fenomeno, applicando tutte le misure necessarie al fine di rassicurare la comunità e consentire il regolare svolgimento della competizione elettorale in atto, anche nei giorni in cui si svolgeranno le operazioni di voto nei seggi elettorali».
Santilli, da parte sua si è detto pronto a «mettere in campo ogni azione tesa alla garanzia della salute pubblica locale e a combattere ogni forma di strumentalizzazione tesa a gettare nel panico la comunità». Per tale motivo, parlando di «allarmismo diffusosi tra i cittadini a causa dei recenti contagi», ha stipulato «un’apposita convenzione tra Comune, clinica l’Immacolata di Celano e Istituto Spallanzani di Roma». «L’allarmismo», ha aggiunto il sindaco uscente, «ha determinato un importante numero di tamponi spontanei spesso dettati non tanto dall’esigenza reale, quanto dalla paura diffusasi di contrarre il virus, e visto che altri cittadini hanno manifestato l’esigenza di sottoporsi a tampone, evidenziandone però i costi proibitivi, abbiamo dato la possibilità di effettuare gratuitamente i test a coloro che hanno avuto un contatto con soggetti definiti contatto stretto ad elevato rischio».

