I conti non tornano, ma c’è il via libera

Approvato il consuntivo, pena lo scioglimento dell’assise civica, con cifre contestate anche dalla maggioranza
L’AQUILA. Approvato solo perché mancavano poco più di 24 ore allo scioglimento del consiglio comunale da parte del prefetto, Giuseppe Linardi, che aveva inviato una diffida al sindaco, Pierluigi Biondi. Altrimenti il conto consuntivo 2018 sarebbe tornato al mittente.
Candidamente è stato detto dai dirigenti che si tratta di una sorta di copia-incolla di quelli di anni precedenti, dove ci sono valutazioni di immobili di proprietà comunale che come minimo destano perplessità. A cominciare dall’abitazione del custode del cimitero, valutata 4 milioni di euro. Così come lo stadio Fattori è valutato 61mila euro e il Teatro San Filippo 43mila euro. Casa Onna neppure 10mila euro. Questo solo per fare alcuni esempi – e non sono neppure i più eclatanti – di come siano state riportate le cifre nel settore dedicato al patrimonio immobiliare del Comune.
Sono state conteggiate persino le caldaie del Progetto Case e Map. Questo ha portato anche maretta all’interno dello stesso esecutivo comunale, non senza qualche imbarazzo tra gli assessori e il presidente del consiglio comunale, Roberto Tinari, che ad un certo punto non sapeva se cedere la parola per l’illustrazione dei conti al vice sindaco e assessore al Bilancio, Raffaele Daniele, oppure all’assessore al Patrimonio, Fausta Bergamotto (che ha preso le redini del settore da poche settimane).
Un “pasticciaccio” che comunque è stato approvato a maggioranza dal consiglio, non prima di qualche frizione tra alcuni gruppi di maggioranza, tipo Insieme per L’Aquila (il capogruppo Roberto Jr Silveri), Giorgio De Matteis, che esordito in assise civica con la nuova casacca di Forza Italia, insieme a Berardino Morelli e Marcello Dundee, e dell’opposizione, come il capogruppo Pd Stefano Palumbo, il capogruppo di L’Aquila Sicurezza, Angelo Mancini, di Art.1, Giustino Masciocco, Lelio De Santis (che ha chiesto anche al sindaco se ci fosse stato un cambio di assegnazione di deleghe, tra Daniele e Bergamotto, ndr). Bocciata anche la proposta di De Santis di rivedere con calma le valutazioni degli immobili. In sintesi, i voti che sono arrivati dai gruppi di maggioranza sono di “scuderia”, mentre l’opposizione ha provato – con la richiesta di sospensione della seduta avanzata da Mancini, bocciata – a fare lo sgambetto al consiglio. Che dà l’impressione di andare avanti alla giornata, in attesa di qualcosa (elezioni politiche anticipate?). «Ora c’è il bilancio di previsione, da approvare entro il 30 giugno. Mancano 18 giorni lavorativi, e non è stato ancora convocato. Questo approvato è un atto tecnico, previsto dalla legge, ma la politica aveva il dovere di attribuire assoluta priorità alla stesura del consuntivo entro marzo», ha concluso Silveri, «approvarlo in giunta e in consiglio entro il 30 aprile. Invece a febbraio e marzo, il governo cittadino era impegnato a fare tutt’altro (giunta regionale e rimpasto comunale)».
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