I costruttori ai candidati: «Subito misure per il settore»
L’AQUILA. Opere pubbliche al palo, tasse non versate, ricostruzione privata che segna il passo e un deciso no al massimo ribasso nella selezione delle imprese. Poggia su questi quattro grandi temi,...
L’AQUILA. Opere pubbliche al palo, tasse non versate, ricostruzione privata che segna il passo e un deciso no al massimo ribasso nella selezione delle imprese. Poggia su questi quattro grandi temi, il manifesto elettorale presentato ieri, dall’Ance ai candidati alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo.
Un incontro per parlare di ricostruzione, della crisi che attanaglia il comparto edile, delle difficoltà strutturali che permangono anche in questo che viene definito il più grande cantiere d’Europa.
«Con l’attuale quadro normativo si riscontra una situazione di ritardo, se non addirittura di stallo, degli enti locali impegnati nel processo di attuazione degli interventi pubblici, a causa delle difficoltà tecniche nell’espletamento dell’iter di esecuzione degli interventi, dalla fase di programmazione delle risorse all’attuazione delle opere, anche a causa dell’inadeguatezza degli organici degli uffici tecnici», fa notare il presidente dell’Ance, Ettore Barattelli. «Sollecitiamo la definizione di alcuni emendamenti utili al perfezionamento del disegno di legge sul sisma del 2009 per l’accelerazione delle procedure, per la correttezza e la trasparenza delle stesse e per garantire le imprese virtuose che assumono personale qualificato ed adeguato per l’esecuzione dei lavori».
Le proposte dell’associazione provinciale dei costruttori, in tal senso, vanno dall’istituzione di un tavolo tecnico tra enti appaltanti, associazioni di categoria e ordini professionali, per monitorare l’andamento delle fasi di programmazione e progettazione delle opere da realizzare, alla nascita di una conferenza permanente per le opere pubbliche.
«Progetto», spiega il presidente Barattelli, «già condiviso con il Provveditorato alle Opere pubbliche e con il tavolo regionale del sisma». I costruttori chiedono anche una task-force «in grado di risolvere definitivamente l’annoso problema della carenza di personale del Provveditorato alle Opere pubbliche, che sta creando gravi rallentamenti alla ricostruzione».
In cima all’elenco delle richieste anche la questione restituzione tasse: «A rischiare il tracollo sono 128 aziende per un totale di 75 milioni di euro. Di queste 29 sono imprese edili», ricorda Barattelli. «Vogliamo che la soglia de minimis venga elevata a 500mila euro e che la restituzione riguardi solo la parte eccedente di tale importo».
Anche la ricostruzione privata per l’associazione dei costruttori «conosce un momento di flessione. Vanno ottimizzate le fasi delle procedure, dall’approvazione della progettazione, al rilascio del buono contributo, all’accertamento dei Sal (stato ddi avanzamento dei lavori), fino al reintegro del personale mancante negli uffici».
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