«I debiti del Cam a nostro carico»

3 Agosto 2016

Allarme di Partecipazione popolare: Di Pangrazio risponda a 5 domande sulla gestione dell’ente

AVEZZANO. I pesanti debiti del Consorzio acquedottistico marsicano (Cam) rischiano di scaricarsi sui cittadini di Avezzano. E siccome i debiti complessivi del Consorzio ammontano a circa 80 milioni di euro, la quota parte che ricadrebbe sui cittadini di Avezzano sarebbe di 18 milioni di euro, ossia 4.500 euro a cittadino, neonati compresi. Il calcolo aritmetico è stato fatto dai consiglieri comunali del gruppo “Partecipazione Popolare”, Alessandro Barbonetti, Alberto Lamorgese e Vincenzo Pissino Gallese che sull’argomento hanno inviato un esposto al prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, lamentando il fatto che il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, «usa le vicende del Cam solo a scopo propagandistico nascondendo ai cittadini le conseguenze della pesante situazione debitoria del Cam che non accennerebbe a migliorare. I tre consiglieri comunali di opposizione la mettono giù dura nei confronti del sindaco che accusano di «autoritarismo», poiché si rifiuterebbe, «reiteratamente di rispondere a questioni attinenti la cosa pubblica». Cinque sono le domande che i tre consiglieri rivolgono da qualche tempo al primo cittadino di Avezzano e sulle quali – a loro modo di vedere – non hanno mai ricevuto chiarimenti si sorta. Nell’ordine: «Cosa ha fatto il sindaco per risanare i conti fallimentari del Cam?; Perché non è stata snellita la governance del Cam così previsto dalla deliberazione dell’Assemblea dei soci (rimane in piedi il sistema dualistico, gestione e sorveglianza?); Cosa ha fatto il sindaco per correggere le misure adottate dal Consiglio di gestione dimostratesi inadeguate?; Cosa pensa di fare il sindaco di fronte a possibili atti esecutivi dei creditori?; è consapevole il sindaco che saranno i soci a dover pagare i debiti?». Secondo i tre consiglieri la strada obbligata per uscire dalla situazione è quella della ricapitalizzazione del Cam. Operazione che, però, secondo alcuni dissesterebbe i conti del Comune.

Dario Pallotta

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