I droni e il lavoro che cambia Lezione per i futuri geometri

24 Aprile 2015

SULMONA. La qualificazione degli istituti tecnici passa attraverso l’uso e l’applicazione delle nuove tecnologie. Lo sanno bene all’Istituto per geometri Morandi, che ieri ha organizzato una lezione...

SULMONA. La qualificazione degli istituti tecnici passa attraverso l’uso e l’applicazione delle nuove tecnologie. Lo sanno bene all’Istituto per geometri Morandi, che ieri ha organizzato una lezione dimostrativa sull’uso dei droni. Gli studenti delle classi III e IV si sono prima ritrovati in aula per una lezione teorica, poi messa in pratica in un terreno alle Marane. Qui l’esercitazione è stata curata da Cesare Fanelli, responsabile della Gaiamap di Sulmona, ditta di gestione e assistenza di software Cad e Gis per grandi aziende (come Snam), che si occupa della produzione di dati per il rilievo topografico con l’uso dei droni ad ala fissa. L’apparecchio, costruito con materiale di ultima generazione del peso di 700 grammi, ha sorvolato il campo di volo a 130 metri di altezza, realizzando foto del terreno. Le immagini sono state poi scaricate al rientro a scuola per la realizzazione di una mappa 3d dell’area rilevata. La curiosità degli studenti è stata attirata anche da Antonello Di Matteo dell’Air Abruzzo, che ha pilotato un drone ad ala rotante, realizzando foto e video degli studenti che lo osservavano da terra. «Per pilotare tali strumenti occorre un’abilitazione dall’Enac» ha spiegato Fanelli «dunque si deve essere in grado di usarli, altrimenti si corre il rischio di incidenti o di perdita dell’apparecchio, che è molto costoso». I droni vengono utilizzati in topografia, in situazioni di rischio e emergenza, per valutare lo stato dei luoghi, della vegetazione e dell'agricoltura.

I ragazzi potranno mettere in pratica quanto imparato con queste dimostrazioni negli stage che faranno a fra luglio e agosto nell’azienda sulmonese specializzata nell’uso di questi sistemi di ultima generazione.

«Il progetto rientra nell’innovazione dei piani di studio» interviene il professor Francesco Lucantoni «e nella volontà dell’istituto di avvicinare i ragazzi a discipline più spendibili nel mondo del lavoro».

«Questo il futuro degli istituti tecnici», conclude il preside Massimo Di Paolo. (f.p.)

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