I giovani al test del voto: «Politica lontana da noi»

21 Febbraio 2018

Viaggio tra i neo-diciottenni a pochi giorni dalle elezioni del 4 marzo «Potenziare la didattica relativa all’educazione alla cittadinanza attiva»

L’AQUILA. Uninominale... Maggioritario... Bicameralismo... Cancellierato...
Riusciranno i nostri supereroi neo-maggiorenni (così come avverrà, tra breve, per chi scrive) a districarsi nel labirinto in cui la politica italiana li costringe a cimentarsi?
Perché questo è ciò che sta accadendo ai ragazzi chiamati al voto per la prima volta in occasione delle elezioni politiche del 4 marzo.
Alcuni tra questi, intervistati a tal proposito, hanno manifestato un’evidente difficoltà ad affrontare questo loro diritto/dovere: molti di essi dichiarano di sentirsi impreparati di fronte a tale responsabilità che li vede protagonisti.
I neo maggiorenni della classe IV B del Liceo Classico “Domenico Cotugno”, interpellati a riguardo, hanno manifestato tutte le loro perplessità.
Martina Santarelli afferma: «Sento il peso di una responsabilità troppo grande, e ho il timore di non essere sufficientemente pronta a prendere la giusta decisione. Penso, infatti, che mi farò consigliare dai miei genitori».
Ginevra Pinchera aggiunge: «Siccome il 4 marzo si avvicina mi sto informando il più possibile per cercare di arrivare preparata a questo grande appuntamento, ma mi rendo conto di non avere gli strumenti adatti di cui avrei bisogno per fare una scelta consapevole».
Valentina Arnone conclude: «Mi hanno sempre insegnato che in una democrazia il voto è l’unica arma per cambiare una società. Purtroppo, però, vedo la politica lontana da me e, in generale, dai ragazzi della mia età. Anche se io so già a chi andrà il mio voto».
Alla luce di quanto emerso dal confronto con i nostri coetanei, per evitare che il voto di questi neo-elettori sia frutto di scelte poco responsabili, è necessario attuare alcune strategie. Innanzitutto, sarebbe opportuno potenziare l’attività didattica curricolare relativa all’educazione alla cittadinanza attiva. Le scuole secondarie di primo e secondo grado dovrebbero dedicare almeno un’ora settimanale all’educazione civica, in modo da avvicinare gli studenti al mondo della politica. Può essere altrettanto formativo organizzare incontri con alte cariche istituzionali per permettere un confronto diretto tra i giovani e la classe dirigente. Riusciranno le nuove generazioni a orientarsi e votare il futuro della nostra Italia?
Alessandro Aloisi
Francesco Fantauzzi
Alessio Pelaccia
Daniele Ursini
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