I giudici di pace bussano alla porta dell’Ue

21 Settembre 2018

Nuova questione pregiudiziale su retribuzioni e tutele sollevata dall’Aquila alla Corte di Giustizia

L’AQUILA. Una nuova questione pregiudiziale su status, retribuzione e tutele previdenziali ed assistenziali della magistratura onoraria è stata sollevata davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea da un giudice di pace dell’Aquila.
La risoluzione dei quesiti posti «è fondamentale per la tenuta stessa del sistema di tutela dei diritti fondamentali nell’Unione Europea e in Italia», sostiene l’Unione nazionale dei giudici di pace, che è intervenuta nel giudizio a sostegno del magistrato onorario ricorrente.
E la nuova iniziativa «rafforza le richieste di tutela e di eliminazione del precariato di stato e del lavoro in nero prestato da oltre 20 anni da giudici di pace, giudici onorari di tribunale e viceprocuratori onorari, avanzate da anni dalla magistratura onoraria e perorate dall’Unagipa con la proclamazione di ben 16 scioperi negli ultimi due anni e manifestazioni di piazza». Lo Stato italiano trovi «una soluzione politica della vertenza, prima che essa si dipani davanti alla Corte Comunitaria», sostiene il sindacato dei giudici di pace che per questo auspica «una immediata convocazione del tavolo tecnico voluto dal sottosegretario Morrone per arginare i nefasti effetti che quotidianamente si stanno producendo a seguito dell’entrata in vigore della riforma Orlando che ha eliminato l’autonomia, l’indipendenza e la dignità del giudice di pace come dei giudici onorari di tribunale e dei viceprocuratori onorari».