«I lavori al monastero fermi da 18 mesi»

4 Aprile 2018

L’AQUILA. La lettera che le suore Clarisse di Paganica diffondono a Pasqua sta diventando una tradizione, oltre che un appuntamento per fare un resoconto e un bilancio – soprattutto spirituale...

L’AQUILA. La lettera che le suore Clarisse di Paganica diffondono a Pasqua sta diventando una tradizione, oltre che un appuntamento per fare un resoconto e un bilancio – soprattutto spirituale – delle attività intraprese.
Il 6 aprile 2009 il sisma devastò il Monastero delle Clarisse. «Alle 3 e 32», è scritto nel sito delle suore, «crollò il tetto del monastero, proprio sopra le celle delle Sorelle claustrali. L’abbadessa Madre Maria Gemma Antonucci perì sotto le macerie. Ferite gravemente due Sorelle, le altre miracolosamente illese».
Dopo quasi 9 anni le Clarisse non sono ancora riuscite a rientrare nel Monastero, cosa che le accomuna a tanti paganichesi e aquilani che non sanno se e quando potranno tornare nelle loro case ricostruite. Nella lettera di Pasqua le suore, con il garbo, la dolcezza e la pazienza che le contraddistinguono, fanno però notare che «il cantiere del nostro Monastero attende ancora il permesso per la ripresa dei lavori, rimasti fermi ormai da oltre un anno e mezzo… Speriamo sempre che la situazione burocratica possa sbloccarsi al più presto in modo da vedere il risveglio di una nuova primavera anche nella direzione del trasferimento verso quegli spazi più ampi che ci aspettano e che sono sempre più necessari alla nostra vita».
Oggi le Clarisse sono in una piccola struttura provvisoria, in legno, costruita grazie alla solidarietà di tanti italiani attraverso l'emittente Tele Pace. Da un po' di tempo è stata ristrutturata l’antica chiesetta di San Bartolomeo, annessa al Monastero, dove nel luglio 2015 è tornata l’urna della Beata Antonia, che dopo il terremoto era stata portata nel monastero di Pollenza (Macerata).
Nella chiesetta di San Bartolomeo si svolgono le cerimonie per le quali è prevista una maggiore partecipazione di fedeli. Di norma viene ancora utilizzato il piccolo edificio sacro, costruito nel post sisma.
Nella lettera di Pasqua le Clarisse ricordano alcuni eventi che hanno caratterizzato la loro vita recente.
«Il 2018 si è aperto con l’appuntamento del Capodanno alternativo, in un clima di festa nello stare insieme nel nome di Gesù per i tanti giovani presenti, venuti da vicino e da lontano. Nel pomeriggio del 6 gennaio, con l’Eucarestia presieduta dal nostro arcivescovo monsignor Giuseppe Petrocchi, abbiamo reso grazie al Signore della Vita e della Storia per i 100 anni della nostra suor Maria Geltrude, di cui ben 84 in Monastero, dando così il via ai solenni festeggiamenti in suo onore insieme alla sua numerosa famiglia, ai nipoti e pronipoti e ai tanti amici, che si sono uniti a noi. Nel Triduo della Beata Antonia – quest’anno piuttosto intimo per via dell’abbondante nevicata che in quei giorni ha ricoperto con la sua suggestiva coltre bianca la nostra città – il nostro vicario provinciale padre Fabio Catenacci ci ha aiutato a guardare alla vita e alla storia della fondatrice del nostro Monastero per alimentare il desiderio appassionato di rispondere all’amore di Dio, consegnandoci totalmente al Padre delle Misericordie e abbandonandoci con fiducia alla sua Provvidenza, che ci spinge sempre verso un Oltre, verso la via di santità tracciata per ciascuno. Tra i gruppi incontrati ricordiamo i giovani di Pescara, dell’Azione Cattolica di Teramo, gli scout e il consueto appuntamento con le coppie di fidanzati della parrocchia di Paganica».
«Prosegue in maniera straordinariamente ricca e feconda il cammino della lectio divina con i ragazzi», va avanti la lettera delle Clarisse di Paganica, «insieme ai quali ci ritroviamo ogni tre settimane per condividere la Parola. Grazie alla bella collaborazione nata con i Frati Minori di San Bernardino e con le suore Francescane Missionarie di Gesù Bambino, abbiamo potuto accogliere in Monastero i primi due incontri del percorso sull’affettività “Amore e Psiche”, per aiutare i giovani, attraverso catechesi di formazione umana e biblica, a conoscere meglio se stessi e a imparare l’arte di amare in maniera adulta e matura, orientando la propria vita e le proprie scelte verso il dono generoso e gratuito di sé».
«A tutti voi che ci siete vicini con la vostra amicizia e la vostra carità», prosegue la lettera di Pasqua delle Clarisse, «alle vostre famiglie e a quanti vi sono cari, il nostro augurio colmo di preghiera, perché in questa Santa Pasqua possiate essere sorpresi dalla novità che solo Cristo può dare. Con fiducia consegniamo i nostri riferimenti per coloro che volessero continuare ad aiutarci. Conto corrente postale 17740671. Codice iban: IT62I0538703616000000061551 presso Bper intestato a: monastero Santa Chiara, via San Bartolomeo 6, 67100 Paganica».
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