I luoghi di Celestino V scatenano la lite politici-associazioni

3 Febbraio 2015

Tre sodalizi bocciano il rinnovo del contratto per lo chalet Ma il Comune tira dritto: domani il caso in commissione

SULMONA. L’eremo di Celestino V, lo chalet e l’intera area ai piedi del Morrone finiscono al centro della diatriba fra associazioni e politici.

Cresce l’attesa sulla gestione della piccola struttura ricettiva di Sant’Onofrio, chiusa da quattro anni. La questione sarà al centro della commissione Bilancio di domani (numeri permettendo). Sono tre le associazioni, che hanno contribuito alla costituzione della Fondazione Morrone, che provano a mettersi di traverso nel rinnovo della concessione della piccola struttura ricettiva ai piedi dell’eremo. Mario Setta del Sentiero della libertà, Mario Salzano di Terra adriatica e Gaetano D’Amato di Volontari delle frazioni provano il tutto per tutto con una lettera aperta all’amministrazione comunale.

«La novità, creatasi intorno alla cessione del Campo 78, pone soluzioni urgenti per la sistemazione dell’intero territorio morronese» incalzano Setta, Salzano e D’Amato «chiediamo che non si proceda all’assegnazione di nessun luogo del territorio, a prescindere dal disegno della valutazione globale del sito e che si proceda alla elaborazione della relativa documentazione da proporre all’Unesco come Patrimonio dell’umanità».

Ma l’assessore ai Servizi, Stefano Goti, ha già pronta la delibera sul rinnovo all’associazione celestiniana. «Siamo pronti a rinnovare la convenzione nel segno della continuità e della riconoscenza di quanto fatto finora», conferma.

Nel dibattito che si è sviluppato in questi giorni in città sul preoccupante calo dei turisti, per le tre associazioni un ragionamento complessivo sull’area ai piedi del Morrone servirebbe anche ad invertire la rotta. Potenziando la valenza storica, culturale e naturalistica di quei luoghi dal potenziale internazionale.

In un perimetro circoscritto, infatti, si incontrano la fontana di Fonte d’Amore cantata dal poeta Ovidio, il campo di concentramento fatto costruire nella prima guerra mondiale e numerato col 78 durante il secondo conflitto, i pozzi sotterranei di acqua sorgiva, il santuario di Ercole Curino risalente al I secolo avanti Cristo, l’oratorio di Santo Onofrio dell’epoca di passaggio fra paganesimo e cristianesimo, l’eremo di Celestino V scelto da fra’ Pietro da Morrone, infine lo splendido complesso monumentale dell’Abbazia di Santo Spirito, ampliato e rimaneggiato nelle varie epoche.

Federica Pantano

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