I migranti arrivati in città impiegati come “spazzini”

6 Settembre 2015

Il presidente della Casa Santa: «La convenzione con Comune e Prefettura consentirà ai 25 giovani ospiti di poter effettuare lavori socialmente utili»

SULMONA. Saranno impiegati come “spazzini” i 25 migranti ospiti della Casa Santa dell’Annunziata, grazie a un accordo a tre. Il protocollo d’intesa sarà firmato dall’ente che li ospita, dal Comune e dalla Prefettura per avviare una collaborazione, su base volontaria, che servirà a mantenere il decoro cittadino. Alla base dell’accordo c’è l’intento di rafforzare il processo di integrazione, che è il fondamento delle nuove politiche comunitarie in fatto di immigrazione. Mutuando esperienze da altre realtà, come Caramanico e Città Sant’Angelo, sarà firmata la convenzione che favorirà l’inserimento sociale e lavorativo degli ospiti. Come conferma il presidente della Casa Santa Dario Recubini. «L’accordo ci consentirà di completare il delicato processo di integrazione, già avviato con diverse attività e con l’aiuto di più operatori sociali», spiega Recubini, «la convenzione con la Prefettura e il Comune di Sulmona permetterà ai ragazzi di compiere dei lavori socialmente utili, a beneficio della città. In più i giovani potranno imparare anche qualche mestiere, che potrà servirgli per un futuro».

I migranti sono arrivati in città in seguito alla partecipazione della Casa Santa ad una bando nazionale sull’accoglienza, che prevede rimborsi dalla Comunità europea che vanno dai 27 ai 35 euro giornalieri per il vitto, l’alloggio e l’inserimento sociale di ognuno di loro. Integrazione che ha visto uno dei due bimbi ospiti in città sfilare nei mesi scorsi alla Cordesca, la Giostra cavalleresca dei bambini. Secondo Recubini, non sarebbe da sottovalutare nemmeno l’indotto economico legato ai profughi e l’accoglienza mostrata dalla città. «Grazie al loro arrivo abbiamo dovuto assumere altri quattro giovani», conferma, « in più noto con piacere che i 25 migranti, dopo un primo momento, sono stati accolti bene dalla città. Sono stati tutti molto carini ed è normale che all’inizio si sviluppi una certa diffidenza, che poi si è trasformata in piena disponibilità». Il riferimento è anche al comitato Sine solo, composto da circa 300 persone, che si è occupato di raccogliere beni di prima necessità per l’arrivo dei profughi. Conferma l’unità di intenti l’assessore al Sociale Nicola D’Alessandro. «Stiamo preparando una delibera per impegnare, previo consenso volontario, i profughi nel decoro cittadino visto che su quest’aspetto soffriamo un po’», dice. «È una scelta importante per avviare l’integrazione e per evitare che i profughi si abbandonino in contesti particolari». I migranti, saliti a 25 negli ultimi mesi, sono ospitati nel palazzo della Casa Santa dell’Annunziata.

Federica Pantano

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