I mille abitanti in meno spaventano Sulmona

Casini: «Politiche d’investimento per il riequilibrio tra costa e aree interne» Il vescovo: «Creare opportunità». Il presidente del tribunale: «Più servizi»
SULMONA. Il calo demografico che interessa Sulmona negli ultimi quattro anni diventa oggetto di dibattito e discussione. Per la prima volta la città scende sotto la soglia dei 24mila abitanti – 23.861 per la precisione – decrescendo più delle altre realtà abruzzesi nel periodo di riferimento (2014-2018) e perdendo ben 1.108 residenti.
A rivelarlo è stato lo studio condotto dal professore sulmonese Aldo Ronci, che apre un’ulteriore riflessione sulla crisi che vivono il capoluogo peligno e il comprensorio.
Il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, torna a rivendicare una maggiore collaborazione con la costa, rilanciando la questione dei collegamenti, delle infrastrutture e del lavoro. «Da porre nell’agenda regionale politiche e investimenti per il riequilibrio tra costa e aree interne per contrastare spopolamento e fuga di giovani», interviene il sindaco, «una politica responsabile e seria deve portare nuovi investimenti e trasversalità per far rinascere le nostre aree».
Sollecita una scelta politica forte a livello regionale di canalizzazione costante di fondi pubblici e servizi per invertire la tendenza il presidente del tribunale di Sulmona, Giorgio Di Benedetto. «Il Centro Abruzzo è troppo lontano dai capoluoghi di provincia e di regione e soffre più degli altri territori la retroazione economica in atto», ricorda il magistrato, «per questo l’arrivo di denaro pubblico e di uffici consentirebbe la ripresa del nostro territorio da un lato e l’erogazione di servizi di maggiore qualità dall’altro, che sono peraltro garantiti ai cittadini dalla Costituzione. È chiaro che un tale discorso non può prescindere dalla salvaguardia del tribunale e degli altri imprenscindibili presidi sul territorio. Da qui la necessità di una scelta politica chiara a livello regionale di sostegno di questa realtà».
Ricorda il ruolo di unità territoriale ai politici il vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Michele Fusco, per tutelare presidi, territorio e cittadini, impedendo loro di dover emigrare altrove. «Siamo chiamati tutti a creare opportunità di crescita sociale ed economica, sviluppando il nostro territorio secondo la sua propria vocazione turistica, culturale, religiosa e agricola», sollecita il vescovo, «questo territorio può diventare un grande attrattore sia per la vivibilità che per la qualità della vita, ma occorre che tutti gli agenti del territorio, privati e pubblici, agiscano in sintonia per generare virtuose attività che generino opportunità di lavoro e occasioni per le famiglie di restare».
Il calo demografico è dato soprattutto dalla forte flessione delle nascite, non compensato dall’immigrazione come in passato.
Proprio per questo nei giorni scorsi è stato illustrato in città il “Dossier statistico sull’immigrazione 2019”, realizzato da Idos e Confronti, da cui emerge il calo costante dei migranti nel Paese e dunque a cascata nell’Abruzzo interno. Già nel 2017 il numero degli arrivi era diminuito di oltre un terzo rispetto al 2016, per ridursi di altre tre volte nei primi 9 mesi del 2019. Gino Milano, presidente del Centro di servizio per il volontariato della provincia dell'Aquila, commenta la necessità di analizzare il fenomeno nella una interezza, collegandolo per forza di cose al calo demografico della città. «Il dossier», dichiara Milano, «evidenzia la complessità della questione migratoria e dei molteplici processi di integrazione culturale e sociale fondamentali per la crescita delle nostre città».
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