I Musp tardano ad arrivare, torna la protesta dei genitori

20 Dicembre 2016

SULMONA. Torna a salire la preoccupazione dei genitori a dieci giorni dalla scadenza della convenzione con la diocesi per l’utilizzo delle parrocchie da parte delle scuole cittadine. In attesa dei...

SULMONA. Torna a salire la preoccupazione dei genitori a dieci giorni dalla scadenza della convenzione con la diocesi per l’utilizzo delle parrocchie da parte delle scuole cittadine. In attesa dei Musp, infatti, che dovranno consentire i lavori negli edifici più a rischio sismico della città, un gruppo di genitori è stato ieri mattina in Comune per sapere cosa accadrà. Venerdì inizieranno le vacanze natalizie e il 31 dicembre scade l’accordo di utilizzo dei locali della diocesi. A chiedere spiegazioni sono stati i rappresentanti dei genitori del circolo Mazzini-Capograssi e in particolare le famiglie dei bambini delle materne di via Dalmazia (26 piccoli) e via Trento (37), che portano i loro figlioletti nella parrocchia di San Giovanni da Capestrano nella frazione Torrone e nella palazzina Ater della zona Peep. «Siamo andati in Comune, ma il sindaco non ci ha ricevuti», protestano i genitori. «ma noi vogliamo sapere cosa accadrà dopo le festività natalizie. Il fatto che la scuola dell’infanzia non sia obbligatoria non deve privarci di un diritto. Per questo vogliamo chiarimenti». Ieri, non essendo riusciti a parlare con il sindaco Annamaria Casini, il gruppo di genitori ha incontrato l’assessore all’Edilizia scolastica Paolo Santarelli. «Stiamo facendo proprio in queste ore diverse riunioni per capire come procedere», dice l’assessore, «soprattutto per avere contezza dei tempi necessari per l’arrivo dei Musp. I tecnici ci dicono che una volta arrivati si installano in una ventina di giorni, per questo forse dovremo chiedere al vescovo una proroga sull’uso delle strutture ecclesiastiche». Secondo l’ultimo cronoprogramma i Musp dovevano esser pronti per il rientro dalle vacanze di Natale. Sono 1.390 gli studenti da sistemare, 550 delle scuole medie, 420 delle elementari e 320 delle materne. La zona individuata per i prefabbricati è quella della ex caserma Battisti. Non soddisfatti delle spiegazioni ricevute in Comune i genitori si sono recati dal vescovo Angelo Spina.

«Purtroppo non ci ha potuto dire granché», spiegano, «dal momento che anche lui è in attesa di contatti da parte del Comune. Noi, al di là di cosa si deciderà, chiediamo che i nostri figli possano continuare ad andare a scuola in sicurezza, con continuità e tranquillità».

Dai sopralluoghi effettuati dai tecnici, solo 3 scuole comunali su 16 sono risultate in regola con le ultime norme sismiche. Dati che avevano portato il mese scorso i genitori a manifestare in piazza XX Settembre al grido di «scuole sicure». (f.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA