I nipoti di Michele tornano dopo un secolo
Dagli Stati Uniti a Sulmona per ripercorrere il viaggio del nonno e andare alla ricerca delle radici
SULMONA. Sono arrivati in città per conoscere i luoghi dove il nonno era nato e cresciuto, prima di emigrare negli Stati Uniti alla ricerca di fortuna. Una storia come tante quella di Michele Valentini, che nel 1918 lascia un’Italia ancora martoriata dai segni della Prima guerra mondiale per rifarsi una vita in America. Quelli Oltreoceano sono gli anni della ripresa e dei migranti che riescono a realizzarsi se capaci e pronti ai sacrifici, grazie al sogno americano. Così fa Valentini, che dopo lo sbarco ad Ellis Island, ottiene il permesso per restare negli Stati Uniti. Il porto di Ellis Island, che non è altro che un isolotto artificiale realizzato coi detriti degli scavi della metropolitana di New York, ha accolto più di 12 milioni di aspiranti cittadini americani, che all’arrivo dovevano esibire i documenti di viaggio con le informazioni della nave che li aveva portati a New York. I medici del servizio immigrazione controllavano rapidamente ciascun immigrato, contrassegnando sulla schiena con un gesso, quelli che dovevano essere sottoposti ad un ulteriore esame per accertarne le condizioni di salute. Chi superava questo primo esame veniva poi accompagnato nella sala dei registri, dove c’erano ispettori che registravano nome, luogo di nascita, stato civile, luogo di destinazione, disponibilità di denaro, riferimenti a conoscenti già presenti nel paese, professione e precedenti penali. Ricevevano alla fine il permesso di sbarcare e venivano accompagnati al molo del traghetto per Manhattan. Alla registrazione, per un errore di trascrizione Michele Valentini diventa l’americanizzato Valentine, che – con questo nuovo cognome – inizia la sua nuova vita. Si inserisce bene a New York e dopo tanta gavetta riesce ad aprire un punto ristoro all’italiana, si sposa e fa dei figli, che gli daranno dei nipoti. Proprio loro, tra cui Michele Valentine che ha preso il nome dal nonno, dopo 100 anni sono voluti venire in Italia, precisamente a Sulmona, e rifare a ritroso il percorso del loro capostipite, alla ricerca del certificato di nascita. Da qui la loro visita in Comune, nell’Ufficio anagrafe, per riportare a casa i documenti del nonno. Un’emozione palpabile quella della famiglia dell’Ohio nello scoprire i luoghi che hanno accompagnato l’infanzia del nonno. (f.p.)
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