I parà tra deserto e guerra di Liberazione

L’AQUILA. Dalle battaglie epiche nell’Africa settentrionale alla guerra di Liberazione. Si parlerà anche di questo aspetto dei parà italiani nel convegno in programma domani nella sala conferenze...
L’AQUILA. Dalle battaglie epiche nell’Africa settentrionale alla guerra di Liberazione. Si parlerà anche di questo aspetto dei parà italiani nel convegno in programma domani nella sala conferenze della Fondazione Cassa di risparmio in corso Vittorio Emanuele. “I paracadutisti dalle sabbie del deserto alla guerra di Liberazione”: questo il titolo dell’incontro previsto per le 16, per ricordare l’ottantesimo anniversario della battaglia di El Alamein.
«Il convegno intende porre l’attenzione non solo sul ruolo epico della Folgore in Africa settentrionale», spiega una nota degli organizzatori, «ma anche, a partire da quell’esperienza, di come il dna dei parà seppe forgiarsi nelle sabbie africane, per poi ritrovarsi, nel territorio metropolitano, nei duri anni della guerra di Liberazione». Il 13 giugno 1944, fra i militari del corpo italiano che entrarono all’Aquila liberata, c’erano infatti paracadutisti della Nembo.
La riunione viene aperta dal saluto dalla presidente dell’associazione De Historia Nicoletta Proietti e dal colonnello Marco Iovinelli. Seguono gli interventi del generale Cristiano Maria Dechigi, già vicecomandante della brigata paracadutisti (“Folgore, cento giorni per il mito”), di Francesco Fagnani (“L’impiego dei reparti d’élite: analogie fra El Alamein e il fronte del Don”) e di Leonardo Prizzi (“Folgore e Nembo, scenari di impiego a confronto”). Le conclusioni sono affidate a Fabrizio Marinelli, presidente della Deputazione abruzzese di storia patria che, oltre a condurre l’evento, introdurrà spunti di discussione e approfondimento sulla guerra di Liberazione.
«Durante il convegno vengono evidenziate le differenze, ma anche le affinità, fra i parà che hanno operato in Africa settentrionale e quelli che sono stati impiegati sul territorio metropolitano», dicono gli organizzatori, «un interessante elemento di riflessione sarà la trattazione incrociata dell’impiego, quasi dello sperpero, delle unità di élite avvenuto nel deserto africano e sul fronte del Don, con sorprendenti analogie nel modo di schierarsi, nell’armamento, ella disposizione sul campo e financo di alcuni fini strategici».(a.r.)

