I pastori si riprendono la fiera degli ovini

Addetti ai lavori con le greggi protagonisti della 59ª edizione. Lamentata l’assenza di Parco e Camera di commercio
L’AQUILA. «La rassegna l’abbiamo voluta fare per orgoglio». Il pastore porta una maglietta con una scritta sulla schiena, “I pastori tutelano la natura e fanno vivere la montagna”. L’edizione 59 della rassegna ovina di Campo Imperatore, che stava per saltare, per le conseguenze, anche di carattere organizzativo, dell’incendio dello scorso anno, si è tenuta comunque. Solo con i pastori e le greggi. Un’edizione ridotta, senza bancarelle con i prodotti tipici. Solo una bancarella con i formaggi locali. In alto, all’incrocio da cui si parte per andare nel punto da cui lo scorso anno si era sviluppato l’incendio, arriva profumo di arrosto. Forze dell’ordine ovunque, carabinieri, polizia, forestali, volontari, i ragazzi di Nuova Acropoli, e poi autobotti, portate da Luciano Mucciante sindaco di Castel del Monte, comune che si è preso la briga di organizzare al posto della Camera di Commercio, che si è tirata indietro. Per Mucciante la sorpresa di ricevere dalle mani dei pastori l’annuale premio Verga d’argento che gli viene assegnata per la caparbietà con cui ha voluto la manifestazione.
Lunghe le file di auto sulla Piana. Negli anni passati era stato organizzato un parcheggio prima di Fonte Vetica. Ieri il parcheggio ridotto, in poco tempo, ha raggiunto la capienza. E così le auto vengono fatte fermare prima. Le forze dell’ordine spiegano ai dubbiosi automobilisti i nuovi standard di sicurezza.
Il vescovo di Sulmona-Valva monsignor Michele Fusco celebra per la prima volta la messa quassù. A seguire, la sfilata con gli abiti di lana dell’associazione Pecunia. Presente anche il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci.
L’ambientalista Giovanni Cialone su Facebook commenta: «Alla fine hanno vinto loro, i pastori. Assenti ingiustificati Parco, Camera di commercio industria artigianato e agricoltura». «Papà, andiamo a vedere Bud Spencer?», implora un bambino. Il canyon dove è stata girata la scena della scazzottata della serie “Trinità”, davanti a una padella di fagioli, è a un tiro di schioppo.
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