I pm: «Assunse la segretaria di Dell’Utri»

2 Febbraio 2017

Anche così l’imprenditore avrebbe cercato di accreditarsi nel mondo politico e istituzionale

SULMONA. Andrea Pardi, sempre stando a quanto emerge dalle accuse della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, cercava di accreditarsi nel mondo politico e istituzionale con «l’assunzione di soggetti con prestigiosi incarichi, inquadrandoli a tempo indeterminato nella sua azienda».

È quanto riportato nelle 60 pagine del decreto di fermo. In tale contesto, «sono da in quadrare l’assunzione di Maria Grazia Cerone, segretaria del senatore Marcello Dell’Utri, la collaborazione con Riccardo Migliori, ex deputato nel periodo 2008-2013 ed ex-presidente dell’Osce, la collaborazione con Walter Pilati, ex ufficiale dell’Aeronautica Militare», sostengono i magistrati. Nel novero dei contatti di Andrea Pardi è stato poi possibile arrivare a identificare Mario Di Leva e Annamaria Fontana, i coniugi campani con residenza a Pescasseroli, con i quali è iniziata una duplice collaborazione finalizzata alla vendita di elicotteri italiani ed ucraini in Libia e al piazzamento di prodotti e armamenti di provenienza ucraina in Iran.

Agli atti dell’inchiesta c’è anche una telefonata che l’industriale abruzzese ha fatto il 13 aprile 2015 a una donna che lui chiama dottoressa Vulpieri. Dopo i convenevoli, dai quali si comprende che i due si conoscono, Pardi spiega di voler organizzare un incontro con Gianni Lettieri, ex presidente dell’unione industriale di Napoli, e dice che vogliono comprare un hangar dell’Atitech in quanto hanno due aerei a Capodichino.

Pardi le dice «sei la mia commercialista» e la donna risponde di non parlare di queste cose per telefono. Dice poi che gli aerei sono negli hangar di Atitech e non li vogliono fare uscire per problemi sindacali; per questo motivo l’accordo con Lettieri permetterebbe di spostare la base a Napoli e aggirare gli ostacoli. Negli ultimi mesi, l’imprenditore sulmonese ha portato un progetto nell’aeroporto di Pescara: un polo manutentivo di aerei ed elicotteri negli ex hangar lasciati vuoti da AirOne Technique. Un investimento di diversi milioni di euro tanto che rispose all’avviso di interesse che la Saga pubblicò per mettere in qualche modo a reddito i capannoni dell’aeroporto d’Abruzzo.

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