I podisti derubati a Roma: «Nessuno ci ha tutelati»

LUCO DEI MARSI. «Le leggi italiane sono strane. Era chiaro a tutti che i nostri beni si trovavano nel campo rom, ma nessuno ha potuto fare niente». È l’amaro racconto dei 35 componenti della...
LUCO DEI MARSI. «Le leggi italiane sono strane. Era chiaro a tutti che i nostri beni si trovavano nel campo rom, ma nessuno ha potuto fare niente». È l’amaro racconto dei 35 componenti della Podistica Luco dei Marsi, protagonisti di un’odissea al termine della mezza maratona Roma- Ostia. Il gruppo è stato derubato. «Dopo la corsa», spiegano gli atleti, «i ladri ci hanno portato via tutto, lasciandoci praticamente immersi nel nostro sudore. Abbiamo stretto i denti e abbiamo raggiunto il più vicino commissariato, dove verso le 13 ci sentiamo dire che ormai è andata e che le nostre denunce di smarrimento le dovevamo fare al commissariato di Avezzano per evitare di passare la notte lì a Roma. Gli agenti non si sono nemmeno scandalizzati quando gli abbiamo fatto notare che tramite la geolocalizzazione vedevamo molti dei nostri cellulari dentro un campo nomadi. Da veri combattenti, come si fa in tutte le manifestazioni che disputiamo, non ci siamo arresi e siamo andati a riprenderci la nostra roba. Ci siamo ritrovati fuori dall’accampamento nomadi, quattromila persone, tre etnie, e lì è scoppiato il putiferio. La polizia è arrivata a darci supporto e ci siamo ritrovati sul retro del campo. Inutile descrivere quanti anni di furti c’erano nell’accampamento, insieme alle nostre borse con parte dei nostri effetti personali. Non avevano più soldi, niente telefoni né oggetti di valore, ma abbiamo almeno conservato la dignità di dire: noi non ci fermiamo. Inutile descrivere che cosa ha significato», concludono i 35 podisti marsicani, «rimanere un’intera giornata senza nulla, con quasi niente addosso, oppure avere la certezza che dentro quei campi nomadi si compiono malefatte a dir poco vomitevoli, ma lo Stato non fa nulla. E i rom ridevano di noi sapendo che le leggi sono strane. Ci siamo ritrovati a rovistare fra i rifiuti, dove erano state abbandonate le nostre borse, alla ricerca di qualche oggetto prezioso». (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

