I poliziotti indagati: siamo onesti

5 Marzo 2020

Presunto scambio di favori, in due dal pm respingono ogni accusa

AVEZZANO. «Mai omesso di comunicare notizie di reato di nostra conoscenza all’autorità giudiziaria». Lo hanno affermato due dei tre agenti coinvolti nell’inchiesta della Procura su un presunto scambio di favori tra uomini della polizia stradale di Avezzano e alcune aziende di trasporto del territorio. Sono stati ascoltati dal pm Lara Seccacini, titolare dell’indagine affidata alla Polstrada dell’Aquila. Tramite i loro legali Antonio Milo e Pietrantonio Palladini, i due, Sandro Franchi, ispettore superiore, e Vincenzo Onofri, hanno chiesto di essere ascoltati dalla pubblica accusa per chiarire la loro posizione. «Hanno contestato fermamente le accuse di aver omesso di denunciare dei reati», ha affermato l’avvocato Milo, «che in gran parte si fonda sull’interpretazione di alcune intercettazioni che molte volte possono avere un significato alternativo». I poliziotti hanno inoltre ribadito di avere agito sempre «con massima rettitudine e nel superiore interesse dello Stato».
Per la tesi accusatoria ci sarebbero state mancate comunicazioni all’autorità giudiziaria di diversi reati, tra cui l’alterazione da parte di alcune aziende del funzionamento dei cronotachigrafi sui loro mezzi mediante l’utilizzo di magneti. Nell’inchiesta è accusato anche l’ex comandante della Polstrada di Avezzano, Giuseppe Esposito, che deve rispondere del reato di corruzione continuata in concorso. Secondo l’accusa avrebbe ricevuto «utilità e in particolare rifornimenti gratuiti di carburante per uso personale» per omettere «controlli su strada e verifiche con eventuali contestazioni di violazioni amministrative» durante l’attività di trasporto merci. Avrebbe poi ricevuto, sempre secondo l’accusa, aperitivi, caffè e sigarette, oltre a tagliandi e cambi di pneumatici per la propria auto. (p.g.)
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