I professionisti bacchettano il Comune

24 Giugno 2017

Ufficio sisma e pagamenti, salta la riunione e risale la tensione. Sinibaldi: solo strumentalizzazioni

SULMONA. Torna a salire la tensione tra Comune e ordini professionali, dopo la riunione saltata l’altro ieri. In particolare, il presidente dell’Ordine degli Architetti Edoardo Compagnone sembra abbandonare la strada dell’armistizio intrapresa nei giorni scorsi.
«È bene ricordare che questo ordine professionale, nel tentativo di voler risolvere le innumerevoli criticità presenti nel Comune di Sulmona, nella riunione congiunta del 25 maggio scorso con gli altri ordini e le associazioni di categoria – nella quale venivano presi precisi impegni volti alla risoluzione delle problematiche affrontate in merito all’Ufficio sisma, Lavori pubblici, Suap e sui tempi di pagamento delle fatture commerciali delle prestazioni svolte dai propri iscritti – aveva sollecitato un nuovo incontro con il sindaco Annamaria Casini. Ciò per conoscere lo stato delle azioni intraprese dall’amministrazione comunale», ricorda Compagnone. I professionisti non mancano di sottolineare, ancora una volta, le carenze di personale. «Tale situazione desta preoccupazione sulla reale volontà di risolvere i problemi affrontati e discussi ampiamente in quella riunione con il sindaco e il suo gruppo di lavoro», aggiunge Compagnone. «In particolare, per quanto riguarda l’Ufficio sisma ad oggi si riscontra esclusivamente la presenza della sola unità Lsu mentre, a breve, l’unico tecnico presente, un geometra categoria C, sarà spostato alla manutenzione».
Carenze che per i tecnici hanno comportato l’accumularsi di 500 progetti della ricostruzione post sisma, oltre i 70 sulla riduzione del rischio sismico depositati da circa un anno a Palazzo San Francesco. «Progetti che qualora approvati potrebbero dare un po’ di respiro alla nostra categoria professionale e a tutto l’indotto».
Pronta la replica dell’assessore comunale ai Lavori pubblici Mario Sinibaldi. «Mi ero incontrato coi tecnici alle 15, scusandomi dell’urgenza, dovuta a un problema personale, che mi ha imposto di lasciare la riunione dopo poco più di un’ora, con l’impegno di rivederci a stretto giro di posta», spiega. «Dunque, credo che il presidente degli architetti non sia stato informato in maniera completa. E né mi interessano le strumentalizzazioni che si stanno facendo su questa vicenda, perché se avessimo avuto tutta questa rabbia quando in cassa c’erano diversi milioni di euro forse non ci troveremmo così». (f.p.)
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