I ragazzi della Valle Peligna guardano oltre

C’è chi è pronto a trasferirsi all’estero: prima l’esame e poi via dall’Italia per inseguire altre prospettive
SULMONA. All’uscita da scuola non sono preoccupati, anzi si dicono piuttosto tranquilli o fatalisti. Sembrano già maturi gli studenti peligni alle prese con la prima prova degli esami. Da nativi digitali della generazione social per eccellenza e provetti youtubers non avrebbe senso presentarsi agli esami di maturità con pantaloni larghi e grosse tasche per nascondere cartuccere e tracce. Oggi ci sono smartphone e i tablet per i suggerimenti elettronici, anche se le commissioni di esame li hanno requisiti prima della prova. I maturandi dell’anno scolastico 2016-2017 si vestono alla moda anche agli esami. E soprattutto non sono in ansia. Come la gran parte degli studenti del VB indirizzo motorio dell’istituto Vico, che ieri alle 12.30 erano già sotto gli alberi dei giardinetti davanti alla scuola, all'ombra. Giuseppe Veneziale ha scelto la traccia di tipo socio-politico, come i suoi compagni Andrea Mosconi e Manuel Cervia, che lo raggiungono con vocabolario in una mano e una merendina nell’altra. Poco dopo arriva anche Mariana D’Alessandro della stessa classe, che ha però scelto l’analisi del testo dell’autore Giorgio Caproni. «Non lo avevamo studiato in classe», ammette la ragazza, «speriamo bene». Incrocia le dita anche Manuel Federico, che vuole portare a casa il diploma per trasferirsi all’estero. «Non so ancora dove», racconta, «ma andrò via dall’Italia per prospettive migliori». Davide Restaino del V A sociologico del Vico legge il componimento un’altra volta prima di consegnare alle 13 e andar via tranquillo. Pochi metri più in là, su viale Togliatti, si vedono uscire anche gli studenti del Liceo Scientifico Fermi. La maggioranza sceglie l’analisi del testo, come Stefano Paradisi e Antonio Leone del VD. Con loro c'è Davide Carugno, che dopo l’estate si trasferirà a Berlino. «Comincerò a lavorare e poi sceglierò un corso di studi», dice, «per questo gli esami non mi preoccupano». Parlano di tracce fattibili anche Pierpaolo Risio e Gino Petrella del VD. Con loro c'è Gabriella Gaeta del VA, che vuole fare la giornalista e si iscriverà a Scienze della comunicazione. Anche al Liceo Classico Ovidio sono già molti gli studenti usciti alle 14. Gran parte del VB è seduta sulle scalette dell’istituto Mazara che li ospita, perché la loro sede di piazza XX Settembre è chiusa dal 2009. Ci riflettono Dario Serivola e Sara Gabriele, che quella scuola non l'hanno mai vista. (f.p.)
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