I ragazzi raccontano la Grande Guerra

1 Novembre 2015

Iniziativa all’Istituto comprensivo di San Demetrio. Cerimonia il 4 novembre

SAN DEMETRIO. La storia della grande guerra raccontata dai ragazzi. A cento anni dallo scoppio del primo conflitto mondiale rivivono voci e volti dei caduti della terra vestina. Lettere e diari, che narrano la vita di trincea, il fronte, i combattimenti, la nostalgia del focolare, il terrore e l'odore di morte. La tradizionale cerimonia del 4 novembre che si svolge a San Demetrio ne' Vestini , con la deposizione della corona al monumento ai caduti e la celebrazione della Santa Messa, si arricchisce quest'anno del contributo degli studenti dell'Istituto comprensivo, che frequentano l'ultimo anno della scuola secondaria. Il progetto «Riprendiamoci la nostra storia» nato dalla collaborazione tra Comune, Istituto comprensivo, pro-loco e Teatro Nobel per la pace, sotto il coordinamento del professor Giuseppe Pichelli, della professoressa Cristina Iovenitti e di Roberto Mirabella, avraà durata quadriennale. «In occasione del centenario dallo scoppio della prima guerra mondiale» spiega Pichelli «abbiamo pensato di ricostruire la storia dei caduti di San Demetrio, che hanno perso la vita sul fronte. 49 sono le vittime i cui nominativi figurano sulla lapide del Monumento, ma molti risultano dispersi». Saranno gli studenti della terza classe delle medie a «dare voce» ai caduti attraverso la lettura di schede biografiche che rappresentano la perfetta sintesi tra le notizie attinte dai fogli matricolari dell'Esercito italiano, reperiti all'Archivio di Stato di Bazzano, e la ricostruzione storica dei personaggi, frutto in parte della fantasia dei ragazzi, in parte della vita reale del 1915, a San Demetrio. «Da sempre la nostra comunità è vicina al ricordo dei caduti in guerra» afferma il sindaco di San Demetrio, Silvano Cappelli «come dimostrano il Monumento ai caduti e il viale della Rimembranza con le due fila di alberi piantati in ricordo dei nostri soldati morti sul fronte. Quest'anno il coinvolgimento diretto della scuola imprime un nuovo, pirofondo, significato al legame tra passato e presente, storia e attualità». La cerimonia avrà inizio alle 9, al teatro Nobel per la pace, con la presentazione del progetto “Ritroviamo la nostra storia”. Alle 10,30 è prevista la Messa nella chiesa dei Raccomandati da dove, alle 11, partirà il corteo della memoria.

Monica Pelliccione