I rossoblù salutano la bandiera Di Bitonto «Ti vogliamo bene»

17 Marzo 2023

Maglia numero 10 sulla bara e chiesa di San Silvestro gremita: l’omaggio di tutta la città allo storico capitano degli anni ’50

L’AQUILA. La maglietta rossoblù col numero 10 e il suo nome scritto con lettere d’oro, ha accompagnato nell’ultimo viaggio Aldo Di Bitonto, ex giocatore ed allenatore, morto all'età di 92 anni. Nella chiesa di San Silvestro si è ritrovata una folla di amici, alcuni del mondo del calcio, altri del centro della città, di quei luoghi che Di Bitonto amava e per anni ha continuato a frequentare giornalmente, raccontando, a chi si fermava per salutarlo, aneddoti del mondo del calcio del passato.
Sulla bara è stata stesa la maglietta dell’Aquila calcio, realizzata per l'occasione e donata in mattinata da una delegazione della squadra, che si è recata all’obitorio del San Salvatore per dare l’ultimo saluto all’ex capitano. Della delegazione facevano parte l’allenatore Roberto Epifani, il capitano Alessandro Brunetti e il difensore Nicolò Corticchia. Alle esequie nella chiesa di San Silvestro hanno partecipato invece il presidente Massimiliano Barberio e il vicepresidente Roberto Bove. «Una persona che tutti qui conoscevamo e al quale tutti volevamo bene», racconta prima della messa don Stefano Rizzo, il sacerdote che ha officiato la cerimonia funebre nella chiesa piena di gente. Tra il pubblico si riconoscevano tante facce del mondo del calcio, moltissimi ex giocatori e allenatori, e anche qualche giornalista.
Di Bitonto era nato il 20 ottobre del 1930 a Trieste, ma era aquilano a tutti gli effetti. Nel dopo terremoto la sua casa all’incrocio con via Garibaldi fu anche visitata dai ladri, che dopo aver rotto la catena alla porta avevano visitato l’interno alla ricerca di qualcosa da portare via. Aldo Di Bitonto aveva giocato nell’Aquila dal 1952 al 1959, collezionando 13 gol e 152 presenze, indossando per lunghissimo tempo la fascia da capitano e giocando sette campionati in rossoblù con la maglia numero 10. Per ricordarlo, L’Aquila calcio ha chiesto alla Lega nazionale dilettanti di osservare un minuto di silenzio e giocare col lutto al braccio in occasione della gara di domenica prossima contro il Castelnuovo.
Se si voleva parlare con lui, bastava andarlo a cercare a piazza Duomo o ai Quattro Cantoni, dove si sedeva ai tavolinetti del bas. Era rimasto all’Aquila: «Mi piace questa città», raccontava, era rimasto a viverci insieme alla moglie Mariella, scomparsa anni fa, il figlio Maurizio, qui aveva aperto anche un negozio.
Fino a pochi anni fa lo si incontrava in centro con quel suo bellissimo cane pastore, una coppia che non passava certo inosservata. Alla festa per i 95 anni del calcio aquilano, il premio a lui dedicato fu ritirato da Paolo Pietraforte, ex giocatore rossoblù. Per i suoi 90 anni, invece, tifosi ed ex giocatori gli avevano preparato una grande festa a sorpresa, prima rinviata e poi ridimensionata a causa delle restrizioni dovute alla pandemia.
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