I sindacati chiedono chiarimenti sull’utilizzo dei fondi pubblici

AVEZZANO. «L’azienda chiarisca l’utilizzo delle risorse pubbliche fatto in passato per dare la possibilità a tutti di capire l’etica su cui si basano i progetti strategici che starebbe elaborando...
AVEZZANO. «L’azienda chiarisca l’utilizzo delle risorse pubbliche fatto in passato per dare la possibilità a tutti di capire l’etica su cui si basano i progetti strategici che starebbe elaborando per il prossimo futuro» Questa la richiesta che Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e rsu di LFoundry hanno rivolto all’azienda alla luce della richiesta di incontro dopo il blackout che il 27 dicembre scorso ha spento lo stabilimento più grande del territorio per oltre un’ora con gravi conseguenze sulla produzione. «L’azienda ha scelto di limitarsi alle comunicazioni obbligatorie, evitando accuratamente un dialogo aperto con la delegazione sindacale sia sugli aspetti legati alla sicurezza, sia sulle conseguenze della difficile ripartenza delle produzioni a seguito del blackout», hanno precisato i responsabili delle sigle sindacali e le rsu, «vale la pena ricordare che il sito industriale LFoundry è classificato Seveso, cioè sotto particolare sorveglianza per via dell’utilizzo e dello stoccaggio di materiali pericolosi. Non vorremmo che la politica di riduzione dei costi, portata avanti dai vertici aziendali, a partire dall’acquisizione dello stabilimento da parte della startup cinese Sparc, possa indurre a tagliare anche gli investimenti che attengono alle manutenzioni dello stabilimento e alla sicurezza». Proprio per chiarire i vari aspetti le parti sociali hanno chiesto una visita ispettiva all’Asl e un incontro alla Regione e alla Prefettura con l’obiettivo «di poter fare in sede istituzionale un’analisi della situazione e sulle prospettive dello stabilimento LFoundry, a partire dalla condizione di isolamento che attualmente vive rispetto alle politiche europee». I responsabili delle organizzazioni sindacali le rsu di LFoundry pretendono dall’azienda «un doveroso approfondimento in sede istituzionale relativo all’utilizzo di risorse pubbliche fatto nel passato più o meno recente – Fondo nuove competenze, realizzazione centrale di cogenerazione, acquisizione macchinari – per comprendere ciò su cui si basano i progetti strategici che l’azienda starebbe elaborando per il prossimo futuro. Gli avvenimenti degli ultimi giorni», hanno concluso i sindacati, «peraltro non isolati, il conto delle tante persone che, con tutto il loro bagaglio di competenze e di esperienza, negli ultimi mesi hanno deciso di lasciare lo stabilimento marsicano, l’isolamento rispetto agli imponenti processi strategici che attraversano il settore dei semiconduttori in Europa, pongono interrogativi urgenti sulle prospettive del sito marsicano». (e.b.)
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