I sindaci contestano la zona rossa D’Amario: «Misura preventiva»

Il direttore del Dipartimento sanità della Regione: «Aumento dei positivi, va salvaguardata la salute» I consiglieri comunali di Avezzano: «Marsilio doveva confrontarsi, subito più ristori per le attività»
AVEZZANO. Più sindaci marsicani criticano la decisione della Regione Abruzzo di sottoporre a zona rossa ben 24 comuni dell’area per un totale di 110mila abitanti, compresi i centri con pochissimi casi positivi. Accade all’indomani dell’ordinanza restrittiva firmata dal presidente Marco Marsilio.
PARLA L’ESPERTO. «Si tratta di una misura preventiva», precisa Claudio D’Amario, direttore generale del Dipartimento sanitario regionale e più volte consulente del ministero della Salute, «presa dall’Unita di crisi in seguito a un’attenta valutazione tecnico-scientifica dell’area Marsica che nell’ultima settimana ha fatto registrare un preoccupante aumento dell’incidenza. Quando si tratta di più di un comune», aggiunge D’Amario, «si ragiona anche sul discorso di contiguità dei territori e dunque di circolazione di persone all’interno di una stessa sub-area. Per giunta, in questi casi non si calcola solo l’incidenza, ma anche la casistica dei contagi. E rispetto alla scorsa settimana c’è stato un aumento dovuto al discorso comportamentale e di mobilità delle persone, per cui abbiamo ritenuto opportuno agire in termini di prevenzione. Un fenomeno che si verifica soprattutto nei piccoli comuni dove il contagio spesso è favorito dagli spostamento verso i grandi centri di riferimento. I sindaci», sottolinea il direttore generale del Dipartimento sanità Abruzzo, «devono sentirsi corresponsabilizzati, le misure di aiuto messe in campo per salvaguardare la salute dei cittadini devono essere condivise in quanto è l’unica arma per ridurre la trasmissione. Durante questo periodo di maggiori restrizioni», aggiunge l’esperto dell’Unità di crisi regionale, «continueremo a vaccinare: tra dieci giorni saranno completate le categorie fragili e in tal modo speriamo di ridurre la pressione sulle terapie intensive». E sul discorso posti letto all’ospedale di Avezzano, D’Amario risponde: «Sicuramente ci sono territori con meno posti letto, per questo abbiamo creato una rete ospedaliera regionale mettendo a regime tutti i posti disponibili per i pazienti Covid». Infine, il direttore generale del Dipartimento regionale non esclude ulteriori provvedimenti «su singole comunità o intere province» prima di venerdì prossimo.
COMUNI ROSSI. Dalla mezzanotte di oggi e fino a domenica 18 aprile saranno in zona rossa 24 comuni sui 37 totali nella Marsica. Si tratta di Avezzano, Celano, Oricola, Carsoli, Pereto, Rocca di Botte, Sante Marie, Tagliacozzo, Cappadocia, Magliano de’ Marsi, Scurcola, Castellafiume, Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Morino, San Vincenzo Valle Roveto, Balsorano, Civita d’Antino, Luco, Trasacco, Aielli, Pescina e Cerchio.
L’IRA DEI SINDACI. Nelle ore successive alla firma dell’ordinanza il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, aveva espresso perplessità. A seguire si sono uniti più primi cittadini. «Questa proprio non me l’aspettavo», commenta il sindaco di Trasacco, Cesidio Lobene, «dopo tanti sacrifici da parte dell’intera comunità cittadina ci si vede penalizzati in questo modo. Accerterò nelle sedi competenti e richiederò accesso ai documenti per verificare i dati e i parametri di questa immeritata e penalizzante decisione». «Quando a fine marzo si sfioravano gli 80 casi la Regione Abruzzo ci faceva uscire dalla zona arancione scuro, ora con 36 positivi siamo in zona rossa», osserva il primo cittadino di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, «sinceramente mi sfuggono i criteri utilizzati». «La verità», aggiunge il collega di Aielli, Enzo Di Natale, «è che non siamo attrezzati per difenderci, la Marsica non ha una protezione ospedaliera paragonabile al resto della regione».
«PIÙ RISTORI E VACCINI». «Ristori immediati per le attività costrette a chiudere nuovamente i battenti». È la richiesta avanzata dalla maggioranza dell’amministrazione comunale di Avezzano alla Regione «affinché il presidente, Marco Marsilio, aggiunga al provvedimento di lockdowm un risarcimento economico per tutte le attività costrette a chiudere ancora una volta i battenti, anche quelle che si sono attrezzate per evitare i contagi». All’indomani del provvedimento restrittivo, i consiglieri si dicono «preoccupati per gli effetti negativi sulle attività» e per uscire al più presto dall’emergenza pandemica hanno sottolineato anche «la necessità e l’urgenza di potenziare sia la macchina dei vaccini che quella dei controlli anti-assembramenti e dei servizi ospedalieri». I capigruppo Cristian Carpineta, Maurizio Seritti, Ignazio Iucci, Alfredo Chiantini, Roberto Verdecchia, Maria Antonietta Dominici, Concetta Balsorio, Ernesto Fracassi, Alessandro Pierleoni, Nello Simonelli, Antonio Del Boccio, insieme al presidente del consiglio comunale Fabrizio Ridolfi e al vicesindaco, Domenico Di Berardino, «auspicano che per il futuro, qualora necessario, prima di far scattare le zone rosse, il presidente Marsilio si consulti, sul modello Stato-Regioni, almeno con i sindaci delle città più grandi. Confronto istituzionale che rappresenta la strada maestra per assumere le decisioni migliori».
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