I sindaci: due pratiche in due anni, così non va

15 Settembre 2018

Ricostruzione, amministratori dell’Alta Valle dell’Aterno riuniti a Montereale Il consigliere Sebastiani Croce: di questo passo ci vorranno oltre undici anni

MONTEREALE. «Due pratiche in due anni, una a Capitignano e una a Pizzoli. Ce ne sono da fare 1.000 solo di ricostruzione leggera».
Americo Sebastiani Croce è un consigliere comunale di Montereale. Viene chiamato al tavolo dei sindaci alla fine della conferenza, nella quale i primi cittadini si sono scagliati contro «una non ricostruzione», come l’ha chiamata il sindaco di Montereale, Massimiliano Giorgi. Al suo fianco i primi cittadini di Pizzoli, Giovannino Anastasio, di Campotosto, Luigi Cannavicci, di Capitignano, Maurizio Pelosi e di Barete, Leonardo Gattuso. A Montereale è stata appena inaugurata la piattaforma per la raccolta degli ingombranti, ce ne sarebbe per essere soddisfatti. E invece nei due fogli che il consigliere Sebastiani tiene in una cartellina di plastica ci sono le cifre del fallimento dei dismessi Utr, gli Uffici territoriali della ricostruzione, e degli uffici nati dalle loro ceneri. Quattro, uno per ognuna delle regioni colpite dei terremoti 2016 e 2017. «Due crateri, tre terremoti e due normative completamente diverse», spiega Anastasio. «È come se i terremoti fossero avvenuti in due paesi diversi dell'Unione Europea». Tornando al foglietto del consigliere comunale, in un anno il sistema che dovrebbe sostenere la ricostruzione abruzzese ha partorito 24 contributi per progetti su case con danni lievi, 6 traslochi, solo 13 i contributi liquidati. «Ho fatto un calcolo», dice Sebastiani, «di questo passo solo per i contributi per le case B, quelle con danni non strutturali, ci potrebbero volere 11 anni e mezzo». «Ci vorranno 25 anni», scrive invece in un resoconto Carlo Bolino, capo area tecnica a Montereale, forte della sua esperienza maturata ai tempi del terremoto dell’Aquila, in un infuocato carteggio con gli uffici di stanza a Teramo. «Le abbiamo provate tutte», racconta Giorgi, «manca un interlocutore a tutti i livelli. Raniero Fabrizi, titolare dell’Ufficio speciale 2009 (Usrc) sta per andare in pensione, Giampiero Marchesi, capo Struttura tecnica di missione di Palazzo Chigi, lascerà l’incarico a breve. Manca il sottosegretario con delega alla ricostruzione, che il governo non ha nominato. Abbiamo chiesto che ci venga affidata almeno la ricostruzione leggera». «L’abbiamo già fatto dopo il 2009», spiega Pelosi, «e la Corte dei Conti non ha rilevato irregolarità».
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