I sindaci: fare presto, la gente va via

18 Gennaio 2022

Nell’Alta Valle Aterno è corsa contro il tempo. Superato il blocco iniziale del doppio cratere

MONTEREALE. Comuni in gran parte da ricostruire, abitazioni provvisorie ancora tutte occupate, interi territori spopolati. È una fotografia dai toni scuri quella che scattano i sindaci del doppio cratere del versante aquilano a cinque anni da quel terribile 18 gennaio 2017, quando ci fu una sequenza di quattro forti scosse con epicentri localizzati tra Montereale, Capitignano e Cagnano Amiterno. Il terremoto dell’Alta Valle dell’Aterno si sommò di fatto a quello del 2009 e a quello della vicina Amatrice del 2016, sovrapponendo ferite a ferite, che ancora stentano a rimarginarsi. Fa il punto della situazione il primo cittadino di Montereale, Massimiliano Giorgi: «La ricostruzione con il commissario straordinario, Giovanni Legnini, ha avuto un’accelerazione negli ultimi due anni. Le abitazioni danneggiate, tuttavia, sono ancora tante. Per la ricostruzione pubblica il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) ci ha aiutato molto. La maggior parte degli edifici sono ormai in progettazione, mentre le scuole (dall’asilo alla media) del nostro Comune sono tornate in una sede in muratura, già nel 2017». Ad aspettare ancora di essere ricostruita è invece la sede storica del Comune. «È in fase progettuale», dice Giorgi. «Le abitazioni provvisorie realizzate prima nel 2009 e poi nel 2016 sono ancora tutte occupate. Il rincaro dei prezzi di questo periodo non aiuta molto la ricostruzione, come anche la mancanza di manodopera». Il problema più grave, secondo il sindaco, tuttavia, potrebbe essere un altro: «Più i lavori si prolungheranno più questi territori si spopoleranno», conclude. «Dopo il terremoto il fenomeno si è notevolmente accentuato». Giovannino Anastasio, sindaco di Pizzoli, e coordinatore dei sindaci del cratere 2009 conferma le difficoltà. «Inizialmente il doppio cratere ha comportato un blocco totale della ricostruzione, adesso i lavori partiti sono solo quelli all’interno di un aggregato 2009, o relativi a abitazioni singole. Nessun aggregato è stato ricostruito. Siamo circa al 10% dei lavori: ci sono stati più di due anni di stop perché è stato necessario creare norme ad hoc». Tuttavia, secondo il primo cittadino di Pizzoli, la fase più critica è ormai alle spalle. «A Pizzoli i danni sono stati pochi nel 2016, ma già ne avevamo molti derivanti dal sisma 2009» spiega. «Se non fosse sopraggiunto l’altro terremoto saremmo andati molto più speditamente. Adesso ci sono scadenze stabilite che devono essere rispettate e che ci auguriamo possano accelerare i lavori, ma non sarà facile. La parte legislativa è definita, bisogna fare progetti e lavori».
«Il 2022 sarà l’anno delle gru, della vera ricostruzione, sarà l’anno dei cantieri». È l’auspicio di Iside Di Martino, sindaco di Cagnano Amiterno che spiega: «Attualmente sono 39 le istruttorie presentate sulle circa 60 attese. Di queste 9 si sono concluse e le altre sono in corso. Ci auguriamo che nei prossimi mesi i lavori partano davvero».
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