I sindaci Favoriti e Lobene: «L’assenza dei braccianti nel Fucino è preoccupante»
Si preannuncia una stagione difficile, quella che sta per iniziare, per il Fucino. La causa? L’assenza di circa 3.300 braccianti. L’emergenza coronavirus ha bloccato i collegamenti tra l’Italia, il...
Si preannuncia una stagione difficile, quella che sta per iniziare, per il Fucino. La causa? L’assenza di circa 3.300 braccianti. L’emergenza coronavirus ha bloccato i collegamenti tra l’Italia, il Marocco e la Macedonia impedendo a circa il 65 per cento dei contadini stagionali impegnati nelle aziende agricole del territorio di tornare al lavoro. «L’assenza dei braccianti si fa sentire pesantemente già adesso che stiamo all’inizio della stagione», ha evidenziato il primo cittadino di Ortucchio, Raffaele Favoriti, «quando si entrerà nel vivo sarà difficile andare avanti perché oggi la manodopera nel Fucino è coperta quasi per intero da cittadini provenienti dal Marocco e da paesi dell’Est Europa. È un problema grande che si somma già ad altre difficoltà che stiamo incontrando a causa dell’emergenza coronavirus. Speriamo di poter risolvere quanto prima questa situazione».
Nel Fucino sono impegnati oltre 7mila lavoratori di cui il 70 per cento è rappresentato da stranieri. Molti risiedono nei comuni del territorio, ma tanti sono stagionali e arrivano nella Marsica solo per un periodo preciso che va da metà maggio a metà ottobre. In questi giorni stanno partendo le prime semine di patate e carote e già le imprese iniziano ad andare in affanno. «La situazione di disagio è reale», ha precisato il sindaco di Trasacco, Cesidio Lobene, «andare ad affrontare una stagione con poca manovalanza, e con un futuro incerto, sarà difficile. Ancora non abbiamo avuto modo di relazionarci con gli agricoltori del nostro comune perché siamo presi dall’emergenza coronavirus ma siamo certi che è un problema da affrontare sia con loro, sia con i colleghi sindaci con i quali siamo in contatto quotidianamente». (e.b.)
Nel Fucino sono impegnati oltre 7mila lavoratori di cui il 70 per cento è rappresentato da stranieri. Molti risiedono nei comuni del territorio, ma tanti sono stagionali e arrivano nella Marsica solo per un periodo preciso che va da metà maggio a metà ottobre. In questi giorni stanno partendo le prime semine di patate e carote e già le imprese iniziano ad andare in affanno. «La situazione di disagio è reale», ha precisato il sindaco di Trasacco, Cesidio Lobene, «andare ad affrontare una stagione con poca manovalanza, e con un futuro incerto, sarà difficile. Ancora non abbiamo avuto modo di relazionarci con gli agricoltori del nostro comune perché siamo presi dall’emergenza coronavirus ma siamo certi che è un problema da affrontare sia con loro, sia con i colleghi sindaci con i quali siamo in contatto quotidianamente». (e.b.)

