I sindaci: «Negli Uffici speciali pochi addetti e pratiche al palo»

Il coordinatore Di Paolo: «Ci sono parecchi fascicoli bloccati anche per colpa dei tecnici» I 56 primi cittadini del cratere, riuniti a Fossa, chiedono il rafforzamento del loro ruolo
L’AQUILA. «Negli Uffici speciali ci sono 1000 pratiche ferme. Di queste, 500 sono bloccate per colpa dei tecnici, ma altre 500 non sono state neanche aperte. E a breve di pratiche ne arriveranno altre 3.000. Se il trend è questo, per la ricostruzione dei Comuni del cratere del terremoto 2009 ci vorranno anni». Francesco Di Paolo, sindaco di Barisciano e coordinatore dei sindaci dei 56 Comuni ricompresi nel cratere 2009, escluso il Comune dell’Aquila, così sintetizza la situazione. Circa 40 primi cittadini si sono riuniti a Fossa per discutere delle nuove norme inserite in alcuni emendamenti nella legge fiscale. «Noi chiediamo che il ruolo dei sindaci venga rafforzato», dice il primo cittadino. «Nelle nuove norme ci sono anche aspetti positivi, come quella sui co.co.co, gli spazi pubblici e le cavità ipogee. Purtroppo, negli 8 uffici territoriali per la ricostruzione (Utr) ci dovrebbero essere 71 dipendenti, che invece scendono a 49 a causa dei trasferimenti e distacchi». Gli Utr sono le propagazioni nel territorio terremotato che la norma appena approvata vorrebbe rivedere. Gianni Di Centa, sindaco di Montorio al Vomano, considera negativamente l’eventuale soppressione. A Montorio al Vomano c’è anche il problema della restituzione delle tasse sospese dopo il sisma del 2016.
«La somma delle varie imposte, ordinarie e arretrate, rischia di essere insostenibile per molti cittadini», dice. «Inoltre, a Montorio ci sono grandi ritardi nella costruzione delle casette temporanee. La speranza è che si possano inaugurare per Natale».
Antonio Mostacci, sindaco di Collarmele, ricorda come nel piccolo centro ai margini del Fucino ci siano «grossi problemi con la riqualificazione del centro storico, tra ruderi e abitazioni non utilizzabili, e le norme non ci aiutano». A Campotosto il 25 verrà inaugurato un centro polifunzionale dono degli Alpini. «Per noi è importante. Speriamo che a dicembre possiamo iniziare a rimuovere le macerie del sisma del 18 gennaio», dice il sindaco Luigi Cannavicci. Campotosto ha problemi con la zona franca decisa dopo il sisma di Amatrice, «ma il nostro sisma è del 18 gennaio 2017», dice il primo cittadino, «e le ditte non possono dimostrare in quale terremoto hanno avuto danni. C’è bisogno di rivedere la norma». Giovannino Anastasio, sindaco di Pizzoli, discute proprio delle norme che si accavallano per i due terremoti del 2009 e del 2016. «In attesa che gli uffici speciali dettino i criteri su come gestire i danni», afferma, «le pratiche già pronte sono ferme e non possono essere presentate. La scadenza del 31 dicembre per la presentazione delle pratiche dovrà essere necessariamente prorogata».
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