I sindaci: «Più vigilanza nei centri per migranti»

11 Agosto 2020

I rappresentanti di Canistro e Civita d’Antino ricevuti in prefettura all’Aquila Di Paolo: «Positivi in quarantena, evitare ogni contatto con l’esterno»

CIVITA D’ANTINO. I sindaci chiedono maggiori certezze e più controlli, ma soprattutto tamponi ai migranti prima di indirizzarli in Abruzzo. Ad ascoltare le preoccupazione dei primi cittadini di Civita d’Antino e Canistro, paesi della Valle Roveto che ospitano cittadini stranieri nei centri d’accoglienza, è stato ieri pomeriggio il viceprefetto Franca Ferraro. L’incontro è stato chiesto dai primi cittadini dopo i 68 casi di immigrati ospiti postivi al Covid-19 sui 200 arrivati negli ultimi giorni. Si dice soddisfatto del summit, ma ancora preoccupato, il sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, che nel Cas del suo comune ospita 35 persone, di cui 15 nuovi arrivi e due risultati positivi. «Nel corso dell’incontro», ha spiegato Di Paolo, «è emersa la massima collaborazione da parte di tutti. Il viceprefetto ha raccolto le richieste dei sindaci, come maggiore controlli da parte delle forze dell’ordine per la sicurezza e della Asl per l’aspetto sanitario. Gli ospiti dovevano essere monitorati allo sbarco, ma ciò non è successo perché ci avevano assicurato che i nuovi arrivati erano tutti negativi. Ci era stato riferito», ha chiarito, «che sono stati eseguiti dei test sierologici all’arrivo a terra, ma qualcosa non ha funzionato. I controlli devono essere fatti a monte, il governo non può pensare di scaricare queste responsabilità sui sindaci che non hanno strumenti adeguati. Adesso l’importante», ha aggiunto Di Paolo, «è evitare ogni contatto con l’esterno di tutti gli ospiti. I positivi resteranno in quarantena finché non ci sarà più chiarezza sulla vicenda». Nel corso dell’incontro in prefettura è emerso che, prima di scegliere i Cas di Civita e Canistro, erano state cercate anche strutture più idonee per i positivi, ma non sono state individuate oppure non si è trovato l’accordo con i proprietari. I Centri di accoglienza straordinaria vengono utilizzati quando non c’è più disponibilità di posti all’interno delle strutture di prima e seconda accoglienza. In quei casi il prefetto adotta misure straordinarie di accoglienza in strutture temporanee e limitatamente al tempo strettamente necessario al trasferimento del richiedente nelle strutture di prima o seconda accoglienza. Sara Cicchinelli, sindaco di Civita d’Antino, dove sono arrivati 20 nuovi ospiti, di cui 8 positivi, attraverso una lettera al prefetto aveva chiesto l’arrivo dell’Esercito per garantire che dalla struttura non uscisse nessuno. Nel corso dell’incontro è stato confermato che «le strutture sono controllate e che non c’è la possibilità che gli ospiti escano di nascosto».
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