I sindaci: stop all’alta velocità nell’area parco

7 Luglio 2021

Barrea, la morte dei due fidanzati molisani nello schianto in moto ripropone il problema della sicurezza

BARREA. La morte dei due fidanzati molisani riaccende le polemiche sull’alta velocità lungo le strade del Parco nazionale. Maurizio Tortola, meccanico 32enne, e Rossana Di Noia (31) stavano percorrendo in moto la statale 83 Marsicana quando, in località Colle Nerini si sono scontrati con un’Audi A4 che proveniva dalla direzione opposta. Lo schianto per i due giovani di Isernia è stato fatale. I carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, agli ordini del capitano Fabio Castagna, hanno disposto l’alcoltest per il conducente dell’auto che ha dato esito negativo. Oggi all’ospedale di Castel di Sangro verrà eseguita l’autopsia, poi le salme verranno riconsegnate alle famiglie per i funerali. Intanto, si riaccendono le polemiche sull’alta velocità sulle strade dell’Abruzzo interno. Come già avvenuto nella Marsica, anche nell’area Parco i numerosi incidenti mortali hanno spinto i Comuni a chiedere soluzioni volte a garantire una maggiore sicurezza. «Il problema delle moto esiste da maggio fino a luglio», ha commentato il sindaco di Barrea, Andrea Scarnecchia, «poi ad agosto se ne cominciano a vedere sempre meno. Sono anni che solleviamo il problema dell’alta velocità, ma purtroppo ancora non si trovano soluzioni. Molti motociclisti arrivano nelle nostre zone per gite di piacere, spesso vengono anche dall’estero, altri invece fanno dei raduni e si danno appuntamento in un punto preciso, sfrecciando sulle strade. Nei giorni scorsi abbiamo notato una presenza intensa delle forze dell’ordine, ma purtroppo ciò non basta». Anche il presidente della Provincia, Angelo Caruso, è tornato sulla questione chiarendo che «se non si controlla in qualche modo la velocità su queste strade continueremo a piangere morti. Gli incidenti sono quasi tutti dipendenti dalla velocità e per questo, come già detto in passato, serve un sistema di controllo incisivo. Nonostante la statale 83 ora sia in buone condizioni in tre anni ci sono stati due incidenti mortali, questo deve far riflettere». Secondo Antonio Di Santo, sindaco di Opi e presidente della Comunità del Parco, «va fatta un'opera di sensibilizzazione con le istituzioni perché le nostre strade devono essere percorse a velocità moderata, per ammirare il paesaggio e le bellezze naturalistiche, senza mettere a repentaglio la propria vita e quella degli altri. L'appello è alla responsabilità e a non scambiare le strade del Parco per delle piste. Intanto va avanti il progetto del Parco “Life safe crossing” con la sistemazione di dissuasori per distrarre gli animali ed evitare che auto e moto possano avere impatti con la fauna selvatica. Ma non basta, è arrivato il momento di affrontare e risolvere il problema». (e.b.)
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