I sottoservizi gireranno intorno al caveau
Allo studio una soluzione per garantire il passaggio delle tubature nell’area della Banca d’Italia
L’AQUILA. Non è proprio come la metro C di Roma, che settimanalmente fa i conti con scavi e reperti archeologici, ma anche gli interventi volti al rifacimento dei sottoservizi dell’Aquila, un’opera che garantirà l’erogazione di gas, acqua, luce e fibre ottiche, sono ostacolati da tante cose che si trovano nel sottosuolo. Il cantiere di via Sallustio è stato interrotto alcune volte per dei ritrovamenti posti all’attenzione della Soprintendenza. Ma ora è il tratto nei pressi di piazza Duomo a impensierire la Gran Sasso Acqua che sta coordinando gli inverventi. Quell’area, come ricorda Americo Di Benedetto, in un’intervista rilasciata a Matilde Albani sull'Editoriale, ospita le sedi della Prefettura e della Banca d’Italia, entrambe operative. In particolare, il problema principale sarebbe rappresentato dal caveau della Banca d'Italia. Il passaggio del tunnel intelligente deve fare i conti con questo.
Riunioni operative in tal senso sono state portate avanti dalla Banca, dalla Prefettura e dai referenti del raggruppamento temporaneo di aziende costituito dalla cooperativa ravennate Acmar e dalle aquilane Taddei srl ed Edilfrair.
«L’intervento di realizzazione dei sottoservizi può essere condotto attraverso un tunnel o per polifora», chiarisce Di Benedetto facendo riferimento all’installazione di un fascio di tubi in Pvc utilizzati per il passaggio di cavi di una certa importanza. Tale insieme di tubazioni è normalmente interrato e la maggior parte delle volte protetto da una gettata di calcestruzzo che ingloba l’insieme delle stesse poste in batteria. Una realizzazione di certo più snella che consente il passaggio in punti difficili come quello attraversato dal caveau.
«Il problema semmai è più amministrativo che tecnico», valuta Di Benedetto, «ma siamo pronti a interventi di questo tipo» . ©RIPRODUZIONE RISERVATA

