Iampieri: «All’Aquila la sottocommissione migranti»

L’AQUILA. Emilio Iampieri (nella foto), consigliere regionale di Forza Italia e presidente della Commissione consiliare speciale sul Fenomeno migratorio e Lavoro sommerso, ha scritto al sindaco...
L’AQUILA. Emilio Iampieri (nella foto), consigliere regionale di Forza Italia e presidente della Commissione consiliare speciale sul Fenomeno migratorio e Lavoro sommerso, ha scritto al sindaco Pierluigi Biondi per invitarlo a sostenere l’iniziativa che la Commissione presieduta da Iampieri ha già approvato all’unanimità, sotto forma di risoluzione: l’istituzione di una sottocommissione territoriale, con sede nel capoluogo di regione, «che possa esaminare tempestivamente le domande dei richiedenti asilo e valutare chi ne ha diritto e chi non ne ha, risparmiando i tempi di attesa».
«Attualmente», spiega Iampieri, che è anche componente del tavolo permanente migranti istituito dalla prefettura con compiti di coordinamento di tutte le prefetture abruzzesi in materia, «i circa 4300 migranti che si trovano in Abruzzo devono presentare istanza alla Commissione per il riconoscimento della protezione internazionale di Ancona (competente per Marche e Abruzzo) e, se si considera che vengono esaminate solo 8 domande al giorno, può trascorrere più di un anno prima di poter avere una risposta, tempi che si allungano a dismisura in caso di appello, considerato che in media tali domande trovano accoglimento solo nel 18% dei casi».
Iampieri ricorda che tale iniziativa trovò il sostegno del prefetto Alecci, che a sua volta interessò il ministro Alfano. Esperienze del genere, tra l’altro, sono state già avviate con decreto ministeriale in altre realtà. «Ritengo utile», spiega Iampieri, «che il sindaco dell’Aquila si faccia a sua volta co-promotore di questa richiesta da rivolgere al ministro Marco Minniti.
«Istituire tale sottocommissione all’Aquila», conclude il consigliere regionale, «oltre a garantire un accorciamento dei tempi per l’iter di queste richieste, significherebbe anche dare un segnale concreto a quella che è una vera e propria emergenza sociale».

